URANIO RADIOATTIVO

 

 

Anno 1999 - La nostra battaglia contro l'uranio impoverito cominciò così:

Proiettili all'uranio sul Kosovo

di Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo

 

Il 17 aprile il portavoce Nato generale Giuseppe Marani ha dichiarato che "proiettili anticarro con uranio esaurito sono stati usati dai piloti alleati contro le forze serbe in Kosovo"e ha aggiunto che questi proiettili "non comportano alcun rischio" perché hanno un livello di radioattività "non superiore a quello di un orologio"(da Il Manifesto 20 aprile '99).Permetteteci di dubitare del buon senso di questa affermazione.

L'uranio esaurito, ci dicono i libri di fisica, ha una radioattività pari al 60% di quello naturale ed è un prodotto di scarto delle centrali nucleari. Fino a ieri veniva immagazzinato con mille precauzioni a costi altissimi.Poi si è scoperto che poteva essere usato per ricoprire i proiettili anticarro. Al momento dell'esplosione si incendia sviluppando una temperatura altissima e buca l'acciaio come fosse burro. Bruciando si trasforma in una polvere sottilissima che si sparge nell'aria.

Molti studiosi hanno sollevato gravi dubbi sul fatto che sia innocuo. Già nel '79 un rapporto del U.S. Army Mobility Equipement Research & Development Command sosteneva che l'uso di questi proiettili metteva in pericolo "non solo le persone nelle immediate vicinanze ma anche quelle che si trovano a distanza sotto vento... le particelle... si depositano rapidamente nei tessuti polmonari esponendo l'ospite a una crescente dose tossica di radiazioni alfa, capace di provocare cancro e altre malattie mortali". Un altro studio commissionato dall'esercito americano (Science Applications International Corp., luglio 1990) afferma: "l'uranio impoverito provoca il cancro quando penetra nell'organismo e la sua tossicità chimica causa danni ai reni". Nonostante questi avvertimenti i proiettili ricoperti di uranio esaurito furono usati nella guerra del Golfo. Subito dopo, nel novembre 1991 il quotidiano londinese The Independent pubblicò uno studio segreto dell'Ente atomico britannico (Ukaea) sui potenziali pericoli costituiti dalla radioattività presente nelle zone dei combattimenti in Iraq e Kuwait a causa di questi proiettili.

In questo momento il Pentagono si trova in grande imbarazzo perché dopo la Guerra del Golfo più di 80 000 veterani si sono ammalati della cosiddetta Sindrome del Golfo; più di 4500 sono morti, centinaia sono i figli dei reduci nati deformi. Il 5 luglio 1998 il Washington Post  ha pubblicato un articolo che avalla la tesi sostenuta da molti ricercatori: una delle cause principali di questa sindrome sono i proiettili all'uranio. La RAI ha commissionato su questo argomento un documentario al regista Alberto D'Onofrio e poi lo ha censurato.Evidentemente però anche il Pentagono qualche dubbio lo deve avere: il San Francisco Examiner del 17-8-97 riporta il testo di un manuale di addestramento militare U.S.A. che raccomanda di usare sempre guanti speciali toccando i proiettili e di indossare una maschera speciale mentre questi vengono sparati, concludendo: "Ricordate di stare sempre lontani, se possibile, dagli equipaggiamenti e il terreno contaminati". Ma pare che la situazione in Iraq sia gravissima. Gli elicotteri Apaches e gli aerei A10 sono dotati di un cannoncino a 7 canne in grado di sparare 4 200 proiettili al minuto.
Ogni proiettile è ricoperto da circa 300 grammi di uranio. Le stime più prudenti parlano di  più di 300 tonnellate di uranio esaurito scaricate su Iraq e Kuwait. Decine di migliaia sarebbero i morti, gli aborti e le nascite deformi, centinaia di migliaia i malati. Il professor Siegwart-Horst Gunther, presidente della Croce Gialla, ha condotto uno studio impressionante sulle malattie contratte da bambini che si erano trovati a giocare con i bossoli esplosi di questi proiettili e sulle nascite deformi di bimbi e animali nelle zone dei combattimenti. L'esperienza di questo medico tedesco offre anche una prova indiretta della radioattività di questi proiettili. Egli riportò in Germania un bossolo esploso per poterlo fare analizzare e fu per questo condannato per violazione delle "leggi nucleari".

Le organizzazioni pacifiste americane hanno raccolto un dossier enorme sugli effetti di questi proiettili non solo in Iraq, ma anche in Bosnia dove si è riscontrato un notevole aumento di casi di leucemia nelle aree dove hanno operato gli A10 e in una zona del Costarica dove i proiettili all'uranio esaurito sono stati usati in una esercitazione.

Ce n'è abbastanza per non sentirsi tranquilli davanti all'ammissione dell'uso di queste armi in Kosovo. E certo non ci saranno molto grati i kosovari, visto che questo uranio è radioattivo per secoli, almeno 4000 anni, secondo le stime più prudentiAlle interpellanze parlamentari di Semenzato e Paissan, il governo ha risposto che l'Italia non usa queste armi e che si adopererà perchè non si usino ma che non si sa nulla di preciso perchè c'è il segreto militare.

Non è una risposta esauriente.

In una situazione così pericolosa non ci si può limitare a sperare che i pessimisti abbiano torto. Anche la nostra più viva speranza è che l'uranio esaurito sia innocuo, anzi preghiamo che si scopra che è un ottimo ricostituente, fa venire i denti più bianchi e ridà la voglia di far l'amore agli amanti stanchi. Ma se non è così?

Spargere materiale radioattivo è un gesto da tribunale per i crimini di guerra.

E il fatto ci riguarda molto da vicino perchéla polvere di uranio può essere trasportata dal vento anche per centinaia di chilometri. Forse sarebbe il caso che non si continuasse a far finta di niente e l'Italia ponesse un veto assoluto all'uso di queste armi chiedendo l'apertura di un'indagine internazionale. Se poi si stabilirà con certezza che fanno bene alla salute saremo lieti di acquistare un centinaio di proiettili da tenere in giardino.

Speriamo che D'Alema non voglia rischiare di essere ricordato come un fiancheggiatore degli autori di un genocidio. Uno che quando gli chiedono:"Ma lei non sapeva niente?" risponde:"La N.A.T.O. mi aveva assicurato...".Per concludere vorremmo ricordare che la situazione è particolarmente insidiosa perchè i proiettili all'uranio sono un affare colossale, permettono di trasformare le scorie nucleari (che è costosissimo conservare in modo sicuro), in una materia prima preziosa. Le azioni delle imprese che producono questi ordigni stanno aumentando il loro valore rapidamente. Per fortuna, volendo, si potrebbero ripulire l'Iraq e gli altri territori contaminati, ma il costo di una simile impresa è stato stimato intorno ai 50-100 milioni di miliardi di lire. Forse poi una stangatina fiscale non sarà sufficiente a pagare il conto.

 

Claun contro l'uranio 238

Visto che i numerosi comunicati stampa sulla presenza di uranio radioattivo su aerei di linea, imbarcazioni, mazze da golf, eccetera (vedi archivio Cacao alla voce: uranio) non hanno mosso una piega, abbiamo deciso di passare all'azione claunesca.

Come documentano le foto, lunedì 8 novembre alle ore 12 e 40 tre claun hanno iniziato un presidio della Camera dei Deputati di Roma. Il responsabile locale delle forze dell'ordine, un ufficiale in borghese, munito di radiomicrofono auricolare, vedendoli arrivare dava l'allarme ma veniva rassicurato dai claun sul fatto che si trattava solo di 3 persone, non di un'avanguardia. Dopo un poco giunti di fronte al portone della Camera dei Deputati si faceva avanti un secondo ufficiale in borghese invitando i 3 claun a stare lontani dall'ingresso, allora essi si sono qualificati come cittadini italiani mostrando i documenti di identificazione, hanno fatto notare che essendo solo in 3 non si poteva configurare il reato di adunanza sediziosa e quindi hanno dichiarato che avrebbero accettato passivamente l'arresto ma che non sarebbero restati a più di 8 metri di distanza dal portone. Per altro si sono impegnati all'astenersi da urla, rutti e altre sonorità che avrebbero potuto causare disordini.

L'ufficiale, capita la situazione, si è comportato in modo molto cortese, restando comunque a vigilare.

Sono a questo punto arrivate due scolaresche che sono state informate del perché della protesta, quindi si è passati a parlare con un gruppo di turisti americani. I claun si sono offerti per foto con bambini, ragazzi, turisti giapponesi ed esseri umani e (forse) anche alcuni extraterrestri in incognito.

Per due volte è passato Fini, scortato da sei bestioni vestiti con gusto e per due volte ha assicurato di sapere già tutto sull'uranio e di non voler conoscere altro.

Molti parlamentari e portaborse in transito hanno ostentatamente finto di non voler vedere i claun né i loro piccoli cartellini di protesta.

A un certo punto i claun, che per l'occasione erano fotografati da Leslie Leonelli, nota psicoterapeuta e scrittrice, hanno cominciato a ballare cantando sottovoce e poi hanno preso a giocare con un modellino di aereo a pile dotato di luci, passeggeri movibili e sirena (molto soffusa).

Questo era il clou dell'azione sciamanica, che mirava a spezzare la bolla/schermo energetico che rendeva impenetrabile alla coscienza del problema dell'uranio 238 la classe politica italiana (esclusi rari casi). Il culmine è stato toccato quando la più giovane del commando si è cagata addosso esprimendo col canto il proprio entusiasmo per questa umana capacità espulsiva senza la quale la vita sarebbe breve e stitica.
Alle ore 13 e 8 del medesimo giorno il manipolo si ritirava soddisfatto a mangiare nel vicino e munifico ristorante "Al Moro", decisamente caro ma veramente a un livello culinario da paradiso in terra.

(Questo perché la rivoluzione o sarà estremamente comoda o non sarà. Nessuno può creare un mondo nuovo mangiando sandwich di pessima qualità.)

Avanti claun!!!

Con l'azione di lunedì 8 novembre davanti al Parlamento è scattata la protesta dei claun contro l'uso dell'uranio 238 (vedi archivio Cacao on-line).

L'idea è quella di impegnarsi in piccole azioni elementari senza puntare tanto all'attenzione dei media, improbabile in questo momento, quanto a presidiare simbolicamente alcuni luoghi significativi.

I primi contestatori degli anni 60 usarono questa tecnica di testimonianza civile e essa innescò una stagione di incredibili cambiamenti.

Noi crediamo nel potere sciamanico del claun e nella forza magica e archetipa di azioni individuali o di micro gruppi. Azioni che non richiedono particolari capacità organizzative e che si possono mettere in pratica subito.

La nostra filosofia è la non violenza comica.

L'opposizione morbida, la politica della goccia d'acqua che cade sempre nello stesso punto. La strategia del caso e delle coincidenze.

Perché un'azione sia fruttuosa non è indispensabile che i giornali la riportino. E' indispensabile che essa contenga la giusta tonalità, la forza dell'azione perfetta del rito sciamanico. E' il suo contenuto in termini di armonia, giocosità e piacevolezza. La potenza di penetrazione dell'azione del claun militante sta nella leggerezza. Nella qualità di cui si parla nello Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, che è il manifesto politico di questa nuova ondata mondiale di contestazione e presa di coscienza.

Per questo il comportamento del claun durante un assalto dal cielo è gioioso, rispettoso, mite, calmo, assolutamente irremovibile.

La nostra ispirazione è Postrinosky, il grande claun rumeno che fermò i carri armati dell'Armata Rossa per 27 minuti, raccontando barzellette. Se ce ne fossero stati altri 584139 come lui si sarebbero fermati i carri armati fino al crollo del Muro di Berlino. Disgraziatamente era solo.

Se senti di voler fare qualche cosa contro l'uso criminale dell'uranio 238 noi speriamo che tu voglia unirti a questa staffetta di protesta pacifica.Se mille persone dedicassero un'ora a vestirsi da claun e protestare e se ogni protesta fosse vista da 100 persone avremmo contattato 100 mila persone impegnando ognuno due ore di tempo (calcolando un'ora per preparativi e spostamenti e un'ora per la performance vera e propria).

Jacopo Fo

Articolo apparso sul Cacao n°19

 

Nel numero del 5 Marzo 2000 della rivista "Avvenimenti" nelle rubrica "L'angolo delle Notizie Cattive" si legge che in America la Siemens venderebbe, spacciandole per fertilizzante, scorie industriali all'uranio.

Facendo una piccola ricerca sul sito dell'associazione Stop-U238 (www.stop-u238.it) e contattando Marco Saba, pioniere di questa guerra contro l'uranio abbiamo scoperto qualcosa in più.

Da circa un mese il dipartimento americano dell'agricoltura ha scoperto che la Siemens Power Corp., una delle maggiori produttrici di fertilizzanti d'America sta distribuendo un nuovo fertilizzante chimico senza autorizzazione.

Scattata la denuncia, si è scoperto che dal 1996 la Siemens venderebbe agli agricoltori americani un fertilizzante che conteneva uranio.

Secondo le stime del dipartimento più di 390mila galloni, cioè più di 860mila kg, di questo fertilizzante all'uranio sarebbero oggi sepolti nelle terre dei contadini americani.
Si è però calcolato però che la Siemens distribuisce ogni anno circa 540mila galloni di fertilizzante. Quindi realmente non si sa ancora bene quanto materiale radioattivo sarebbe stato venduto dal 1996 a oggi.

E' facile immaginare le conseguenze. I frutti di queste terre contaminate sarebbero a loro volta contaminati e non si sa nulla delle conseguenze per la salute degli esseri umani e degli animali che vi pascolano.

Per ora il Dipartimento dell'Agricoltura si è limitato a bloccarne la distribuzione e se la presenza di uranio sarà provata molto probabilmente la Siemens finirà sotto processo.

Il dato forse più allarmante di tutta questa storia è che non si sa dove questo fertilizzante sia stato utilizzato.

Simone Canova