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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 97/2017
sabato 6 maggio
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
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 Puntata 10 (lunedì 8 maggio 2017, Rai 5, ore 21:15)
Puntata 10 (lunedì 8 maggio 2017, Rai 5, ore 21:15)
E quando non erano in scena, non stavano preparando un nuovo spettacolo, insomma, quando non lavoravano dove e come vivevano Franca Rame e Dario Fo?
In realtà Dario lavorava sempre, se non scriveva pensava, anche quando dormiva e disturbava Franca che lo definiva un “metafisico pensante”.
In questa decima puntata andiamo a sbirciare nella loro vita privata. Con Mario Pirovano faremo un giro nella casa di Milano e scopriremo che Franca cucinava uno straordinario osso buco e Dario era, a suo dire, un genio del risotto alla milanese.
E per il resto? Stefano Benni ci racconta della loro lunghissima storia d’amore, Antonio Ricci delle battaglie civili in cui Franca lo coinvolgeva.
E ancora teatro, con video inediti e si comincia a parlare di Mistero Buffo, oggetto delle prossime puntate!
 Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?
Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?
Carissimi,
questa settimana vi parliamo di una delle ultime opere di Dario Fo: Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?
Riprendiamo questo testo, ricco di dipinti e immagini, perché forse non tutti sanno che con i suoi studi Darwin intendeva combattere la tratta degli schiavi, il razzismo.
Come sono attuali questi antichi!
Buona lettura!
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Corrispondenza da smaltire e conoscenza da divulgare

Una volta a casa (terminato un viaggio in giro per il mondo durato cinque anni – n.d.r.), Darwin cercò di mettere ordine fra i reperti, dai coleotteri agli uccelli da imbalsamare, che aveva raccolto durante il viaggio e si apprestò a leggere l’immensa quantità di missive che i suoi amici ricercatori avevano continuato a spedire in Inghilterra e coi quali aveva proseguito la corrispondenza anche durante tutto il viaggio.
Da quegli scritti venne a scoprire che le ultime ricerche sull’evoluzione erano cresciute a dismisura. Dovette assumere alcuni aiuti ai quali si aggiunse anche una sua sorella: la corrispondenza gli occupava intere giornate. Spesso, preso da una vera e propria febbre conoscitiva, lavorava anche di notte.
Parlò di un probabile testo da mandare alle stampe con un editore di grande reputazione il quale, lette le prime pagine introduttive di quel lavoro, si trasformò in un vero e proprio fanatico di Darwin.
Passarono gli anni ma il libro promesso non riusciva a realizzarsi. Questo soprattutto a causa del carattere particolare del giovane, che pretendeva di verificare fino all’impossibile ogni novità scientifica della quale discuteva con i suoi colleghi ricercatori, naturalmente attraverso il suo solito mezzo di comunicazione: quello epistolare.
C’è un dato di cui a questo punto è giusto darvi informazione: Darwin visse fino a più di ottant’anni. Durante la sua vita la quantità di lettere spedite e ricevute fu enorme, tanto che ancora oggi, a un secolo e mezzo dalla sua morte, un gran numero di quelle lettere non è stato ancora tolto dalle rispettive buste e finalmente letto per intero.
Per concludere arrivò il giorno in cui venne presentato al pubblico il testo che avrebbe esterrefatto l’intera popolazione d’Inghilterra e che, dopo qualche anno, coinvolse nel dibattito spesso feroce tutta l’Europa e l’America fino ad arrivare all’Australia. Quel testo, che aveva per titolo L’origine delle specie, a un certo punto venne stampato perfino in edizione popolare per permettere anche agli operai e ai loro figli di accedere alle nuove teorie. Gli alti dirigenti, vescovi e cardinali della Chiesa anglicana, andarono su tutte le furie e approdarono all’insulto davvero gratuito.
In America si arrivò all’assurdo di mandare in tribunale un professore universitario che si era permesso di insegnare ai suoi allievi la teoria di Darwin e il processo terminò con la condanna dell’insegnante, che poi fortunatamente, con una seconda sentenza, fu ritenuto non colpevole.
Ma che cosa ha determinato in Darwin questa spinta a rivedere, con la sua ricerca, tutta l’origine dell’uomo e soprattutto a mettere in crisi un’intera nazione di timorati di Dio? Non dimentichiamo che le popolazioni europee in quel tempo seguivano quasi per la totalità e senza riserva alcuna la fede cristiana, e ne sostenevano la Chiesa con donazioni cospicue.
In verità – è straordinario scoprirlo – l’obiettivo principale di Darwin non era tanto quello di buttare all’aria la credibilità della Bibbia, quanto piuttosto mettere in atto una spietata lotta contro il razzismo e la tratta degli schiavi, fenomeno che era esploso in quel tempo nei paesi più importanti d’Europa e negli Stati d’America.
Contro la tratta degli schiavi
La maggior parte degli storici moderni stima che fra il Sette e l’Ottocento gli europei, inglesi in testa, deportarono dall’Africa verso il Sud America circa dieci-dodici milioni di schiavi. È vero che in quegli anni la Gran Bretagna aveva approvato una legge in cui si vietava assolutamente la tratta e il mercato dei neri catturati. E bisogna ammettere che inoltre la Marina da guerra del Regno Unito si stava impegnando con tenacia a scovare quelle navi che, magari issando bandiere fasulle, trasportavano prigionieri neri per venderli sia agli Stati americani del Sud che alle colonie di paesi europei. Per l’occasione i negrieri costruirono appositamente delle galere per il trasporto di schiavi.
In un solo anno, il 1830, le navi da guerra della Marina inglese erano riuscite a liberare più di settemila schiavi. Purtroppo si trattava di appena il sette per cento di tutti quelli catturati in Africa e ridotti in schiavitù.
In Inghilterra i movimenti contro la tratta degli schiavi osservavano che l’azione della Marina britannica, pur dimostrando una volontà civile di altissimo valore, non era sufficiente a debellare la convinzione, diffusa anche presso i mercanti e i conquistatori di fede cristiana, che vendere e comprare neri non fosse un obbrobrio, giacché ognuno era convinto che i nativi delle tribù africane non facessero parte della razza umana ma in verità costituissero una categoria di pseudoanimali, privi di anima e di intelligenza.
Ecco allora che Darwin decise di rovesciare una simile ipocrisia, dimostrando che non solo gli schiavi sono esseri umani, ma che tutte le specie viventi hanno un’unica origine comune.
(continua)
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Contatti:

Info Ufficio Turistico Corinaldo
Largo XVII Settembre 1860, 1-2
60013 Corinaldo (An)
Tel. 071 7978636
www.corinaldo.it
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