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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 60/2017
sabato 18 marzo
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Tutti i libri di Dario Fo e Franca Rame, i romanzi, le commedie, i libri d'arte.
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 Un’esilarante querela
Un’esilarante querela
Grazie! Grazie! Grazie!
A tutti quelli che hanno seguito su Rai5 le prime cinque puntate di “Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia”.
Non è finita qui, stiamo preparando il prossimo blocco che andrà in onda a partire da aprile. Restate connessi!
Per rivedere le prime cinque puntate clicca qui

Carissimi,
nell’ultima puntata della storia di Franca e Dario andata in onda lunedì su Rai 5 la censura è entrata di prepotenza nella vita dei due attori.
Ci sono state anche proteste da parte di alcuni benpensanti che si ritenevano offesi anche dal nulla, come vedete nell’immagine qui sopra, la prosa e il contenuto sono decisamente esilaranti.
Abbandonata la trasmissione, la Rai eliminerà i Fo da tutti i programmi per 15 anni. I nomi di Dario e Franca erano sulla lista nera, vietato nominarli, scomparsi.
Questa censura ha creato non pochi problemi alla coppia ma senz’altro ha dato libero sfogo e ancora maggior vigore al loro lavoro teatrale.
E di censure e denunce ce ne sono state tante altre.
In particolare, oggi vi parliamo di una denuncia nei confronti di Franca Rame fatta nel 2002 dall’onorevole Castelli.
La storia è semplice, citiamo dalla querela:
“Nella mattina del 14 settembre 2002, a margine di una manifestazione svoltasi di fronte al carcere romano di Regina Coeli per protestare contro le condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari, la signora Franca Rame ha rilasciato alcune gravi dichiarazioni riguardanti la persona dell’on. Roberto Catelli, attuale Ministro della Giustizia italiano. (…)
In particolare, una nota di agenzia AGI diffusa alle ore 12:07 del giorno in esame attribuisce all’odierna convenuta la seguente affermazione: “Quel pirla del ministro Castelli, si spaventa delle manifestazioni davanti alle carceri. Dovrebbe informarsi, le manifestazioni in appoggio allo sciopero della fame dei detenuti avvengono da decenni. Si informi… le condizioni delle carceri sono tragiche e non sono affatto quelle descritte dal genio di Castelli…”

Ma perché Franca era così furiosa con l’on. Castelli? Perché l’onorevole “aveva paragonato le carceri italiane ad alberghi a cinque stelle, mentre tutti sappiamo quali siano le loro effettive condizioni dei detenuti".

L’on. Castelli si è infuriato e ha denunciato Franca Rame.
A questo punto lo stuolo di avvocati incaricato della denuncia analizza:
“Analizziamo il significato delle espressioni utilizzate dalla convenuta
(…)
Il primo lessema ax adversa utilizzato nel corso dell’intervista è il sostantivo “pirla” che per la sua connotazione gergale e dialettale merita di essere analizzato con attenzione.
L’analisi deve necessariamente prendere le mosse dal significato letterale ed etimologico del termine…
L’origine del termine, chiaramente appartenente al dialetto meneghino (linguaggio storicamente utilizzato dalla popolazione meno colta dell’aerea milanese in contrapposizione alla lingua dotta parlata dalla nobiltà e dal clero) deve essere fatto risalire al latino pilus, che letteralmente significa pestello ma che veniva regolarmente adottato per indicare il membro maschile.
(…)
D’altronde, non può essere ignoto a nessuno che l’accostamento di un termine tratto dal gergo volgare o dialettale indicante l’organo sessuale maschile ad una persona assume abitualmente il significato di attribuzione alla persona stessa di scarsissime qualità intellettuali, accompagnate dall’assenza di presenza di spirito e avvedutezza.
(…)
Il significato derisorio… viola indubitabilmente ogni limite appartenente alla normale critica…”

E la denuncia continua, vengono fornite le prove del fatto che Franca non poteva non conoscere il significato del temine “pirla” visto che è nata a Parabiago, in provincia di Milano e senz’altro quando ha detto “quel genio di…” era sarcastica.
17 pagine di denuncia.
E c’è di tutto, si passa ad argomentare il fatto che Franca non era una giornalista e bensì un’attrice e che il termine “pirla” non può essere riferito alla satira e tanto meno a una critica politica.

Potete leggere tutta la citazione qui

Ve la facciamo breve. Castelli aveva chiesto 200mila euro di risarcimento, poi ridotto a 100mila. Il Tribunale nel 2005 gli dà ragione ma decide un rimborso di soli 3000 euro.
Praticamente ha perso.
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