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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 48/2013
sabato 2 marzo
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Testo 01
iNature, la cover per iPhone 100% biodegradabile
Carissimi,
questa settimana vi raccontiamo la storia di un’azienda giovane, iNature, tutta italiana e così green da avere vinto il prestigiosissimo riconoscimento “Innovations 2012 Design and Engineering Award” premio che viene dato dalla Consumer Electronics Association a quei prodotti che si sono contraddistinti per eccellenza nel design e nell’ingegneria dimostrando di essere all’avanguardia nel mondo dell’elettronica di consumo.
Wow!
Ecco, quella che vedete qui sopra è la cover per iPhone oggetto del riconoscimento e perché l’hanno premiata? Perché è 100% biodegradabile, compostabile e poi è bella, colorata con colori naturali e atossici, resistente e ha anche un buon odore!
Luca e Paolo (dev’essere una sorta di calamita amicale: quelli che si chiamano Luca e Paolo diventano amici tra di loro) da un prodotto banale come una cover pensano si possa riuscire a diffondere un ideale come il rispetto per l’ambiente

 “… dal nostro pensiero nasce il progetto che si concretizza in un prodotto, veicolo del nostro sogno: Sensibilizzare il mondo al nostro pensiero Eco-Friendly”

Ogni anno nel mondo vengono prodotte milioni di cover per iPhone e altri dispositivi mobili in plastica o silicone, che impiegheranno dai 25 ai 50 anni per essere decomposte. Realizzare custodie biodegradabili è un piccolo contributo alla lotta mondiale alla riduzione dell’inquinamento.
Vestire un oggetto di moda come l’IPhone, affermano Luca e Paolo, è un modo per far diventare un prodotto Green ed Ecosostenibile anch’esso di moda.
Se tutto ciò che è Green diventerà “cool” avremo una speranza in più di salvare il nostro pianeta.
E poi son proprio belle queste cover! E poi, vanno in pensione nel compost e si degradano in soli 6 mesi!

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Testo 01
Mamma chimica: le creme solari
La bella stagione si avvicina e non vedo l'ora di passare più tempo all'aperto con i bimbi.
Divertirsi al sole porta innumerevoli benefici, ma per prenderlo con tranquillità bisogna innanzitutto avere buon senso (evitando magari di fare le lucertole nelle ore centrali della giornata) e ovviamente leggere gli ingredienti (l'INCI) dei prodotti solari.
Le creme solari, per essere tali, devono contenere dei filtri solari, ovvero delle sostanze che ci proteggano dai raggi ultravioletti UVA (responsabili dell'invecchiamento prematuro della pelle) e dai raggi UVB (che causano le scottature e gli eritemi). E comunque, nessun prodotto cosmetico è in grado di filtrare la totalità dei raggi ultravioletti.
Il fattore di protezione solare (SPF) scritto in etichetta indica la protezione verso i raggi UVB, ovvero di quante volte posso prolungare il tempo di esposizione al sole prima che subentri l'eritema.
In pratica, se solitamente mi compare la scottatura dopo 5 minuti di esposizione senza crema, con un prodotto SPF 30 potrò stare 5 x 30 = 150 minuti prima di scottarmi.
Però gli SPF sono valori calcolati da prove in laboratorio, per un massimo di 2 ore e con una certa quantità di crema (precisamente 2mg/cm2 ).
La Direttiva Europea del 2006 n.647 indica infatti che “per raggiungere il livello di protezione indicato dal fattore di protezione solare, i prodotti devono essere applicati in quantitativi analoghi a quelli utilizzati in sede di prova, vale a dire 2 mg/cm2, pari a 6 cucchiaini da tè (36 grammi circa) di lozione, per il corpo di un adulto medio”.
E allora dobbiamo considerare che non abbiamo tutti la stessa carnagione, andiamo al mare a orari diversi e molto spesso ce ne spalmiamo molto meno! Quindi non ci si può basare solo su di un calcolo matematico del tempo prima di arrostirsi!
Per quanto riguarda invece la protezione verso i raggi UVA, questa dovrebbe essere uguale o maggiore di 1/3 di quella UVB dichiarata, cioè se una crema ha un SPF di 30, deve possedere un effetto filtrante UVA almeno di 10 (sempre secondo la Direttiva CE del 2006, ma è una raccomandazione, non è vincolante!).
I filtri solari possono essere di 2 tipi, fisici e chimici e agiscono in due modi diversi quando vengono spalmati sulla nostra pelle. Semplificando molto succede questo: i filtri chimici assorbono la radiazione solare e la trasformano in calore, i filtri fisici la riflettono (come uno specchio).
Ecco perché vanno messi prima di arrivare in spiaggia ed esporsi al sole. Di certo non è una buona idea lasciarli in borsa al caldo sotto l'ombrellone...
I filtri chimici sono sostanze vietate nei disciplinari dei prodotti eco-bio. Sono molecole di sintesi (cioè create in laboratorio) spesso complesse e piuttosto inquinanti (è dimostrato che il loro bioaccumulo provoca danni ambientali). Inoltre, se non sono «fotostabili», cioè resistenti alla radiazione solare, durante l'assorbimento dell'energia degli UV potrebbero creare altri composti dannosi per la pelle.
Inoltre, cosa piuttosto preoccupante secondo me, sono stati trovati nel latte materno!
Per esempio molecole come Ossibenzone=benzophenone-3, 4-Methylbenzylidencamphor, Paraaminobenzoico acid(PABA) sono considerati problematici.
Esistono però anche i filtri chimici di nuova generazione che sembrano non essere più così invasivi (almeno secondo gli studi attuali) e maggiormente fotostabili e sono: Terephthalylidene Dicamphor Sulfonic Ac= Mexoryl SX, Drometrizole Trisiloxane= Mexoryl XL, Bis-Ethylhexyloxyphenyl Triazine = Tinosorb S, Methyilene Bis-Benzotriazolyl Tetramethylbuthylphenol = Tinosorb M.
Terrificanti questi nomi vero?
Faccio fatica pure io a ricordarli... ma con un po' di attenzione e l'aiuto del Biodizionario sarà facile individuarli!
Bisogna anche tenere conto che i filtri solari non sono solo presenti nelle protezioni solari “dichiarate”, ma anche in alcune creme giorno o creme per le mani (che vengono denominate a volte “anti invecchiamento”).
Quindi è probabile che veniamo a contatto con essi molte più volte nella giornata e durante l'anno, non solo se andiamo in spiaggia.
Nei solari eco-bio troveremo solo filtro fisico, ovvero il biossido di titanio per l'UVB (inci name: Titanium Dioxide). Per schermare gli UVA è spesso accoppiato con il gamma orizanolo o l'ossido di zinco, sostanze ammesse nelle formulazioni cosmetiche ma non classificate come filtri solare UV dal regolamento cosmetici.
Anche con il filtro fisico ci deve però essere accortezza nella formulazione del prodotto.
Infatti, per migliorare la piacevolezza e spalmabilità della crema, spesso il biossido di titanio viene «micronizzato», cioè ridotto in particelle molto piccole, altrimenti lascerebbero uno strato bianco sulla pelle molto evidente. Questa riduzione delle dimensioni però potrebbe causare la formazione di radicali liberi una volta esposto ai raggi solari. Quindi, in una crema solare ben fatta a base di biossido di titanio, devono essere presenti in quantità anche gli antiossidanti (vitamina E per esempio, che blocca i fenomeni ossidativi).
L'importante è che questi filtri minerali non siano in forma “nano", cioè particelle ancora più piccole delle micro. Infatti, da alcuni studi effettuati, sembra possano penetrare nelle cellule e non sappiamo che reazioni questo possa scatenare...
Comunque, per non rinunciare agli indiscutibili vantaggi di stare al sole, cerchiamo di ricordarci alcune cosette in merito alle creme solari:

- Spalmarle a casa, o comunque PRIMA di esporsi al sole, diventerà una proficua abitudine
- Lavare sempre il solare a fine giornata, evitando di dormire con tutte quelle molecole strane...
- Se sei una mamma che allatta magari cerca di evitare i prodotti contenenti filtri chimici...
- Se fatti bene, i solari resistono anche ai bagni interminabili dei marmocchi, ma sicuramente un'aggiuntina sarà di aiuto
- Sarebbe meglio non usare l'anno successivo alla fabbricazione le creme a base dei filtri chimici, perché questi si degradano nel tempo e non potremo sapere se la protezione da alta sia diventata media o addirittura bassa. Invece per quelle a base di filtro chimico non cambia nulla
- I filtri fisici «nano» li escluderei a priori
- Se si decide di acquistare solari a base di filtro fisico (biossido di titanio), cercare tra quelli più ricchi di antiossidanti: vitamina E, gamma orizanolo, estratto di carota, ecc.
Se si opta per i solari a base di filtri chimici scegliere quelli contenenti i filtri di nuova generazione (Tinosorb, Mexoryl) e magari senza petrolati, siliconi e altri ingredienti problematici

Esattamente come gli altri cosmetici, non è detto che il prodotto migliore sia quello più pubblicizzato o si compri solo in farmacia o erboristeria. Potrebbe esserci anche nella grande distribuzione.
Personalmente ritengo che per i bambini sia ancora più importante preferire prodotti ben formulati. Non solo perché la loro pelle è delicata, ma anche per non spalmare loro molecole strane. Vi assicuro che ce ne sono di buoni, di aziende italiane e a costi contenuti.
Anche se, secondo gli esperti, la migliore protezione solare per i bimbi è maglietta e cappellino...
BUON SOLE!!!!!

Per approfondire:
L'angolo di Lola
BioDizionario: Cosmetici e prodotti Biodegradabili

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