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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 4/2016
sabato 9 gennaio
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Bozzetti, tavole, tele, in questo sito sono in vendita i quadri che Dario Fo dipinge preparando i suoi spettacoli. Dal San Francesco alla Callas, i Falsi Picasso, fino al più recente C'è un Re pazzo in Danimarca. Si tratta di quadri o tavole originali e unici. Per maggiori informazioni o per acquistare le opere scrivere una mail a gabriella@alcatraz.it

shop.dariofo.it
 Storia Proibita dell’America
Storia Proibita dell’America
Carissimi,
questa settimana vi parliamo di una delle ultime opere del Maestro Dario Fo, Storia Proibita dell’America, scritta con la collaborazione di un sacco di amici: Jacopo Fo, Doris Corsini, Daniela Baldacchino, Dora Grittani Battaglino, Massimo Capotorto, Vania Di Febo, Davide Staunovo Polacco, Claudia Rordorf e Daniela Trenti.
E’ la storia dei Seminole, gli indiani della Florida che non si arresero mai, e vi proponiamo un altro brano di questo fantastico libro che contiene anche 33 disegni di Dario che potete vedere in parte qui
Qui invece potete acquistare il libro
Invincibili Seminole
All’origine questa gente non aveva nulla che assomigliasse alla struttura portante delle tribù guerriere più famose d’America. La particolarità dei Seminole rispetto alle altre comunità non è cosa che si possa spiegare con un’unica frase a effetto. Per scoprire la magia di quella diversità dobbiamo cominciare dalle loro radici più antiche.
La preoccupazione di eliminare dalla storia l’unico popolo che era riuscito a tener testa e perfino a sconfiggere gli invasori, provenienti prima dalla Spagna e poi da gran parte dell’Europa, indusse qualche storico a raccontare che quei pellerossa tanto caparbi alla fine dovettero cedere e, catturati, vennero costretti a traslocare dalla Florida verso
le montagne e a vivere segregati in una riserva dalla quale non uscirono che cadaveri. La menzogna è meschina e stupida, giacché quel popolo esiste e abita ancora la Florida come secoli fa, ed è l’unico stato autonomo che sia riuscito a imporsi a
Washington e a gestire in pace il proprio diritto alla libertà.
A questo proposito, vi offriamo la testimonianza di un nativo di un’altra tribù che ha conosciuto e scoperto, ancora ragazzo, la civiltà di questo popolo originario della Florida. Eccola.
«Mi chiamo Ovan Spaniche, sono un capo Mapuco del popolo degli Apomemao, una delle tribù che nei vari secoli hanno abitato la Florida.
Siamo quelli che dal Cinquecento al Seicento si sono ribellati agli spagnoli e ogni volta li hanno costretti a risalire sulle loro navi e a prendere il largo. L’ultimo tentativo finì in un vero e proprio disastro.
Come le altre volte, provarono a offrirci doni e amicizia. Ma ormai conoscevamo bene la loro pantomima. Fingevamo di non capire una parola di quello che andavano dicendo così che essi, convinti di poter parlare fra di loro senza alcun pericolo, di fatto ci venissero ad annunciare ogni loro intenzione.
Li attaccammo d’anticipo, prima che ci saltassero addosso, sorprendendoli nella notte mentre dormivano tranquilli. Riducemmo tutto a un gran falò, ma le loro navi invece le rispettammo, dopo averle svuotate di tutto ciò che ci interessava, i cannoni, la tela delle vele, le armi, le provviste e l’intero scafo.
Ci rendemmo conto che, capovolgendole, quelle conche diventavano stupende coperture per le nostre case. Le navi erano trenta, da cui trenta nuove abitazioni.
Ah, dimenticavo, ho saputo dai miei nonni, anzi bis e trisnonni, che i più mansueti di loro li avevano salvati, tirandoli fuori dal rogo prima che cuocessero.
Alcuni dei superstiti sapevano leggere e scrivere, nella loro lingua s’intende, il castigliano. Così ci siamo fatti aiutare a mettere giù un nuovo alfabeto, che ci sarebbe servito per scrivere a nostra volta e imparare a leggere le parole della nostra lingua: il mapuco.
Ed è proprio in questo idioma che io sto stendendo la storia che vi vado a raccontare.
Ma devo rivelarvi un altro particolare, per evitare di far confusione. Noi Mapuco non si è nativi di questa terra, battezzata Florida, cioè ‘la terra dove i fiori spuntano e sbocciano tutto l’anno’. Noi si era fuggiti anni prima dal nord, in prossimità delle grandi foreste, proprio cercando di sottrarci alle scorrerie degli spagnoli appena giunti sulle coste.
Grazie ai racconti che mi è capitato di sentir narrare dai nostri vecchi ho imparato fin da ragazzo che i nativi della penisola incantevole si chiamavano Calusa.
Era un popolo che abitava per lo più dentro questo territorio, attraversato da un numero incredibile di corsi d’acqua, una vera e propria rete di piccoli fiumi e canali dalla quale spuntavano alberi rigogliosi di infinite qualità. C’erano zone grandissime dove sembravano galleggiare tappeti immensi di mangrovie, dalle quali si rischiava di farsi ingoiare, se non ne conoscevi la forma e il comportamento.
L’attraversare una foresta di mangrovie, per gente della mia razza, era pericoloso. L’acqua del mare entrava fino nel profondo di queste strane paludi, nelle quali penetravano fiumi
e torrenti d’acqua dolce. Il clima era l’ideale per gli alligatori della Florida, che da sempre sono stati i padroni assoluti di questi stagni immensi. La popolazione degli uccelli e degli insetti volanti era strabordante. Alcuni sembravano creati al solo scopo di destare meraviglia negli esseri umani che vivevano in quel paradiso. Altri, dal colore e dai canti dolcissimi, spesso si rivelavano fastidiosi per le punture che procuravano sulla pelle. Fin da ragazzino, con altri compagni di gioco, disubbidendo ai consiglidei saggi della tribù, ci inoltravamo fra le mangrovie spingendo barche leggere con pagaie. Ogni tanto si intravedevano figure umane, che sparivano quasi all’immediata. Erano di certo cacciatori Calusa, che non amavano incontrarsi con estranei. Avevamo sentito raccontare che questi strani nativi si mascheravano con foglie e colori stesi sul corpo, in modo che ti poteva capitare di passar loro appresso ma, mimetizzati com’erano, si confondevano con piante e arbusti, quindi non li vedevamo.
Decidemmo di mascherarci a nostra volta, e mimetizzammo anche la nostra piccola imbarcazione. Ci inoltrammo profondamente nella palude di mangrovie finché vedemmo un alligatore che sguazzava dentro lo specchio d’acqua, e all’istante si proiettava in aria per ricadere tuffandosi e sparire nel fondale. Subito dopo, con un’enorme spruzzo, ecco che vediamo saltar fuori dalla palude un uomo completamente nudo, che riacchiappa l’alligatore per la coda e lo getta per aria, ridendo e sparendo a sua volta dietro al lucertolone.
....”

(continua)
Jacopo Fo recita “Ecologia Follia e Dintorni”
21 Gennaio 2016 presso: Gradara (Pesaro-Urbino), Teatro Comunale, via Zanvettori.
Tel. 0541.969221
Per vedere un estratto dello spettacolo clicca qui
DARIO FO RACCONTA LA FANTASTICA STORIA DI MARC CHAGALL A BRESCIA IL 16 GENNAIO 2016
Un eccezionale ed emozionante racconto da non perdere: il 16 gennaio, al Teatro Grande di Brescia, il premio Nobel porta per la prima volta sul palcoscenico la vita del grande pittore russo.
“Ho scoperto la pittura di Marc Chagall a Parigi quando, appena dopo la guerra, ci sono arrivato che avevo vent’anni. Anche Chagall ai primi del secolo, per la prima volta, arrivò nella capitale francese a quell’età: aveva vinto una borsa di studio in Russia che gli permetteva di vivere dignitosamente nella cosiddetta capitale dell’arte e di studiare i grandi maestri dell’Impressionismo e di tutti gli altri nuovi movimenti pittorici.
Nel tempo in cui mi trovavo a Parigi ho avuto la fortuna di poter assistere alla più grande mostra di Chagall del dopoguerra. C’erano dipinti come la passeggiata del pittore che tiene per mano la moglie, Bella, così si chiamava, che vola un po’ più in alto nell’aria con un’espressione soddisfatta e un sorriso deliziato.
C’era il ritratto dei due innamorati che si baciano con tenerezza e un nudo della sua compagna davvero splendido che, a quel tempo, avevo riprodotto.”
Dario Fo

i corsi di alcatraz
26/28 febbraio
CHICCHI BIO GRAN TOUR, TRA ARTE E CIBO: IL FUMETTO
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18/20 marzo
LABORATORIO DEL BOSCO con Antonella Zanotti - A chi ama sperimentare i sentieri della ricerca per cogliere e valorizzare le risorse disponibili dentro e fuori di sé
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18/20 marzo
CORSO DI CUCINA con Angela Labellarte - La nostra cucina ha commosso fino ad oggi migliaia di persone.
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18/20 marzo
CORSO DI TAI CHI SHIATSU STRUMENTI DEL BENESSERE con Angelo Airaghi
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15/17 aprile
VOCE CREATIVA, per scoprire, potenziare, migliorare, imparare ad amare la propria voce.
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22/24 aprile
CORSO DI CUCINA con Angela Labellarte - La nostra cucina ha commosso fino ad oggi migliaia di persone.
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22/24 aprile
LABORATORIO DEL BOSCO con Antonella Zanotti - A chi ama sperimentare i sentieri della ricerca per cogliere e valorizzare le risorse disponibili dentro e fuori di sé
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22/24 aprile
CORSO DI TAI CHI SHIATSU STRUMENTI DEL BENESSERE con Angelo Airaghi
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29 aprile/1 maggio
YOGA DEMENZIALE E MASSAGGIO THAILANDESE con Gisella Manganelli e Jacopo Fo
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Aut. Trib. di Perugia n° 634
del 21/06/1982
Direttore responsabile:
Severino Cesari
Direttore: Jacopo Fo
Anno XI
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