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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 30/2017
sabato 11 febbraio
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
M’ illumino di meno”… sì… ma quanto meno?!?
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 Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia
Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia
E' online il secondo video promo del documentario "Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia", in onda su Rai5 da lunedì 13 febbraio alle ore 22:10-22:15.
Per vedere il video clicca qui
 Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia
Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia
Carissimi,
torniamo a parlarvi dell’ultimo libro di Dario Fo: Quasi per caso una donna: Cristina di Svezia.
Nata e cresciuta in un’Europa travolta dalla Guerra dei Trent’anni, Cristina si troverà più volte al crocevia di questioni religiose e di potere, di politica e di sesso, dando prova di essere una spericolata protagonista del suo tempo. Educata dal padre per sostenere il peso e le responsabilità di un ruolo tipicamente maschile, Cristina sceglierà di assumere atteggiamenti e abiti da uomo e amerà soprattutto le donne.
Ed è di questo amore per le donne che narra il brano che andiamo a presentare.
Una donna straordinaria Cristina di Svezia, trovate il libro qui

Buona Lettura!
Un’educazione maschile. Ma quante frottole su di lei!
Che educazione aveva ricevuto Cristina da piccola? Ce lo racconta lei stessa nella sua autobiografia, dove la regina, secondo le regole di questo genere letterario, si volge al passato per confessarsi in pubblico ma anche per fornire la propria versione sui punti critici della sua vita.
“Mio padre quando era ancora vivo e re aveva dato ordine che mi fosse impartita un’educazione virile. Dichiarò apertamente di non volere che mi venisse ispirata nessuna delle virtù del mio sesso all’infuori dell’onestà e della modestia. Voleva che, in tutto il resto, fossi un principe e che mi fosse insegnato tutto ciò che un giovane principe deve sapere.
Mi permetterete di commentare che non concordo con chi è convinto dell’autenticità di questo testo. Pare piuttosto un salvacondotto che scarica sul padre, caduto in battaglia, il comportamento eccessivo e singolare della giovane regina, come a dire: “Io sono come mi vedete, un po’ trasandata e molto mascolina, perché così ha voluto il padre mio che stimo e al quale obbedisco”. Secondo me, una frottola bellamente adattata alla bisogna, per placare chi non accettava quella “regina in abiti da uomo”. Ne ´ credo alla poca avvenenza fisica di Cristina. Le si è appioppato un viso privo di grazia, da “ma-schiaccio” capelli arruffati, e addirittura una spalla più alta dell’altra... neanche fosse il Gobbo di Notre Dame. E si insiste sulla sua statura che viene definita bassa. E poi quei modi sguaiati, senza eleganza e sensualità, e magari ai piedi scarpe da salumiere. Andiamo, si è un po’ esagerato!
Basta leggere le lettere che la figlia di re Gustavo Adolfo, diventata adulta, inviava alla sua dama di camera per esprimerle il suo amore, scritte in uno stile che dimostra non solo finezza di linguaggio e di sentimento, ma una cultura non comune, specie nelle corti dei paesi scandinavi in quel tempo...

Ma lascio al vostro giudizio e alla vostra sensibilità la lettera che Cristina spedì all’amata Ebba Sparre, sua dama di camera, da lei chiamata Belle in omaggio alla sua avvenenza:
“Tutto mi piace di te, fragile e stupenda figliola: la figura agile, svelta, aerea, quel tuo colorito delicato. Il pallore che ti affiora quando t’avvolgo fra le mie braccia, un candore pari a un petalo di rosa. I begli occhi che le palpebre, abbassandosi per il pudore, mi nascondono insieme al tuo lampo di meraviglia. Sono innamorata solo di te, figliola. Appena tu te ne vai da questo mio palazzo tutto si spegne intorno a me e anche nei miei occhi, e mi rimane solo il tuo profumo sparso qua e là”.  (...)
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