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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 29/2014
sabato 8 febbraio
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Un nuovo libro di Jacopo Fo!
Carissimi, questa settimana vi presentiamo un libro del nostro autore preferito (e non è il preferito perché è il nostro capo, maliziosi).
Erano anni che Jacopo voleva fare questo libro, e finalmente con Rosaria Guerra, nostra amica da secoli, ci è riuscito.
La tesi è già nel titolo “Perché gli svizzeri sono più intelligenti” e qui possiamo scatenare l’inferno... perché non è che gli svizzeri ci sono poi simpaticissimi, eh?
E invece, dopo aver letto questo libro penserete che magari potreste sposarne uno, purché alto e biondo.
Buona lettura!

Come gli svizzeri sono riusciti a evitare mille guerre
L’aspetto più notevole del popolo svizzero è che è riuscito a evitare di essere massacrato come gli altri popoli europei dalle infinite guerre che hanno costantemente dissanguato il continente eurasiatico e il bacino Mediterraneo, negli ultimi millenni. Certamente esistono altre zone montane dove la guerra non è arrivata o è giunta con limitata forza devastante. Ma fatta eccezione di qualche isola sperduta, qualche montagna impervia e qualche giungla impenetrabile, non esiste nessun altro posto che in epoca moderna sia riuscito a starsene fuori dalle guerre.
Sarà perché hanno dato retta al loro Santo protettore, frate Nicola da Flue (che più di cinquecento anni fa aveva ammonito i suoi concittadini di “non immischiarsi nelle questioni altrui”), sarà per altro, fatto sta che gli svizzeri, infischiandosene delle guerre e delle alleanze, hanno optato per la neutralità quattro secoli prima di Irlanda, Austria e Finlandia e da 500 anni a questa parte hanno combattuto solo qualche guerricciola interna fra cattolici e riformatori e sono stati invasi, nonostante il patto di neutralità, soltanto durante la guerra dei Trent’anni (nel 1633 e nel 1638) e al tempo di Napoleone.
Un’inezia, un nulla, una briciola di dolore rispetto ai laghi di sangue e di disperazione che hanno devastato il resto del continente e del mondo.
È in pratica dal 1515, l’anno della sconfitta di Marignano (oggi Melegnano) contro francesi e veneziani, che la Svizzera non partecipa a grossi conflitti; ed è dal 1848, data di nascita della moderna Confederazione, che la parola guerra è definitivamente scomparsa dal loro vocabolario.
Quando affronto questo argomento molti mi contestano dicendo: “Non hanno fatto guerre ma le hanno sfruttate”, citandomi alcune porcherie che i banchieri svizzeri hanno organizzato ai danni degli ebrei.
Effettivamente ci sono molte prove che durante la seconda guerra mondiale la Svizzera pacifista e neutrale, mentre si manteneva formalmente estranea alla guerra, nei fatti si comportava da segreta alleata dei nazisti, fornendogli aerei e munizioni, riciclando l’oro e i gioielli confiscati agli ebrei in contanti che servirono al Reich per finanziare l’industria bellica, chiudendo le frontiere e suggerendo la prassi di marcare i passaporti con la “J” di Jude (questo coinvolgimento delle banche svizzere nella tragedia degli ebrei è stato riconosciuto in giudizio soltanto nel ’98, a seguito di una parziale ammissione di colpa da parte di alcuni grossi istituti di credito e la condanna ad un sostanzioso risarcimento in favore delle vittime dell’olocausto. E ci sono voluti cinquant’anni prima che il sacrificio dello Schindler svizzero che salvò la vita a tremila ebrei, il comandante di polizia Paul Gruninger, fosse ricordato in un film del 1997: Gru¨ningers Fall (Il caso Gru¨ninger), di Richard Dindo).
E questo è certamente orribile ma questo crimine non è imputabile all’insieme del popolo svizzero. Come non si può condannare tutti i tedeschi per la criminalità di Hitler.
Ed è altrettanto vero che con il segreto bancario gli evasori fiscali ci vanno a nozze. In Svizzera l’evasione fiscale non costituisce un reato ma è soggetta a semplici sanzioni amministrative, e questo per gli evasori è un gran bel sollievo, perché significa essere sicuri che non saranno perseguiti. Addirittura un referendum popolare sull’eliminazione del segreto bancario proposto nel 1984 è stato nettamente respinto dal 73% dei votanti. Non è insomma un caso che l’industria del crimine abbia scelto la Svizzera per portare avanti i suoi loschi affari e riciclare i proventi delle attività illecite: qui le banche gestiscono, custodiscono e occultano immensi patrimoni, perpetuando la contraddizione tra un’ipocrita necessità di garantire la riservatezza e la contiguità con soggetti invischiati in operazioni poco trasparenti.
Sono dunque d’accordo sul fatto che ci siano stati e ci siano svizzeri figli di puttana, assassini, bastardi e imbroglioni. D’altra parte questi personaggi sono presenti in tutti i popoli e sarebbe sciocco aspettarsi che gli svizzeri siano sprovvisti di individui malfatti.
Non sostengo certo che in Svizzera sono tutti santi.
Ma l’aspetto interessante sta nel fatto che gli svizzeri hanno saputo utilizzare anche l’ingegno dei loro soggetti peggiori per ottenere un beneficio collettivo.
L’originalità dell’esperienza svizzera sta nel trovare il modo di conciliare gli interessi di tutti indirizzandoli verso il bene dell’insieme del popolo anziché verso un beneficio soltanto individuale.
Il capolavoro degli svizzeri come popolo è stato proprio questo: impedire che i peggiori danneggiassero più di tanto l’insieme della nazione. E non è poco per gente come noi italiani che abbiamo passato gli ultimi 2000 anni a osservare come l’interesse di pochi potesse devastare la vita di tutti.
In questo libro vogliamo capire perché gli svizzeri siano più furbi degli italiani. Non sosteniamo certo che gli svizzeri siano più buoni degli italiani. Anche perché la bontà d’animo (e l’etica) sono difficilmente paragonabili. Di certo chi stermina gli ebrei è più malvagio di chi approfitta dello sterminio per rubargli i soldi. L’etica non si giudica a chili. Se uno ammazza un bambino non è meno cattivo di uno che ne ammazza un milione. La scala morale sta comunque a zero.
Quindi vorrei approfondire questo aspetto non per assolvere o condannare ma per capire come gli svizzeri hanno costruito la loro furbizia strategica e perché.

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