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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 28/2016
sabato 6 febbraio
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Offerta Straordinaria
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 Democrazia affettiva
Democrazia affettiva
“A modellare il corso della storia sono state tre rivoluzioni.
La rivoluzione cognitiva: abbiamo imparato a pensare circa 70000 anni fa.
La rivoluzione agricola: abbiamo imparato a procurarci il cibo senza doverlo andare a cercare circa 12000 anni fa.
La rivoluzione scientifica: abbiamo imparato a renderci la vita più facile circa 500 anni fa.
La quarta rivoluzione è quella affettiva che è tutta da creare: riusciremo a renderci la vita ancora più bella smettendo di maltrattare la natura, gli altri esseri viventi, noi stessi e i nostri figli.”
Renato Palma è una di quelle persone che quando le conosci ti entrano da qualche parte del cuore, se volete, o in un angolino del cervello emotivo per non uscirne più.
Così è successo anche a me. Ho conosciuto Renato Palma, questo straordinario medico psicoterapeuta, ormai una decina d’anni fa, me lo fece conoscere Stefano Andreani, compagno di Maria Cristina, e anche nostro commercialista. Il commercialista più atipico del mondo non fosse altro perchè è alto due metri, balla la salsa, e ci vuole un bene dell’anima. Ma questa è un’altra storia.
Barba bianca fluente, occhi che brillano in un sorriso tra l’ironico e l’affettuoso, Renato è autore di diversi saggi e libri, tra i tanti ricordiamo il suo ultimo, La facile felicità, e I SI’ che aiutano a crescere (ne abbiamo anche parlato qui), un libro che si opponeva fermamente già dal titolo a un altro che appunto si intitolava: I No che aiutano a crescere.
Avete già capito il tipo.

Poco dopo Natale ci siamo incontrati con Renato e la moglie Paola per parlare della costituzione di una Associazione denominata: Centro studi per la promozione della Democrazia Affettiva.
Che cos’è la Democrazia Affettiva?
Sul sito democraziaaffettiva.eu si legge: “Un sistema di relazioni tra pari, anche se di età diverse, basato sull’affetto e non sulla forza, che rispetti le preferenze individuali”.
E, cito dallo Statuto, scopo dell’Associazione è promuovere la Democrazia Affettiva, un sistema di relazioni nel quale tutti hanno diritto di essere trattati da pari, a prescindere dall’età, dalle condizioni di salute o dalla situazione di temporanea, o definitiva, ridotta autosufficienza.
La Democrazia Affettiva:
- rifiuta l’uso della forza nelle relazioni.
- riconosce e rispetta le preferenze individuali, a partire dalla nascita. Non giustifica le scortesie nell’educazione.
- riconosce ai bambini il diritto alla facile felicità, che deriva dalla soddisfazione dei loro bisogni essenziali e dal non essere forzati nel loro percorso educativo
- rielabora l’identità di appartenenza, che spesso impone i valori del gruppo come non negoziabili e limita la possibilità di coltivare le diversità, arricchendola dell’identità affettiva, che permette anche ai bambini di rispondere alla domanda “chi sei” senza aver paura di essere rifiutati, contrastati o non accolti
- favorisce l’assunzione della responsabilità individuale nella scelta del modo di vivere le relazioni di prossimità, di educazione, di accudimento e cura.
Bella storia!

Ebbene, ora il Cento Studi per la promozione della Democrazia Affettiva è realtà: mercoledì scorso, il 3 febbraio, a Firenze, presso lo studio del commercialista alto e buono, si è costituita l’Associazione. Eravamo in tanti, ma mai abbastanza e malgrado la burocrazia sia sempre noiosa e antipatica è stato divertente guardarci negli occhi e raccontarci dei progetti che si stanno sviluppando per promuovere questa Democrazia Affettiva.
A proposito! Se siete a Firenze o nei pressi potete andare a sentire Renato Palma che parla dei Tempi dell’Affettività, mercoledì 10 febbraio, alle 18,30 alla Libreria dei Lettori in Via della Pergola.

Vi lascio con un racconto che è un buon esempio di Democrazia Affettiva.
OGGI VI NARRO UNA STORIA
Di Letizia Bolano e Renato Palma

All’inizio della scuola due delle mie tre figlie sono state accolte da tanti cartelli di benvenuto. Uno era nel loro amato/dimenticato/lasciato andare... brasiliano.
Ho tirato un sospiro di sollievo di fronte a questa dimostrazione di sensibilità all'accoglienza verso ogni bambino. Da un po’ di tempo penso che la scuola sia un’occasione di affettività. Per tutti. Uno spazio in cui nascono storie.
Oggi ve ne racconto una.
Una bambina di sei anni e mezzo inizia quest’anno la scuola.
Tutti proponevano di anticipare un po’ i tempi. “Che fretta c’è”, abbiamo pensato noi genitori.
Le sue insegnanti osservano, da subito, che "è molto agitata". Accumula più note lei sul suo quaderno, di quante alla sua età ne aveva scritte Mozart.
Nel giro di un mese noi genitori siamo stati convocati per due volte per discutere del "caso", e ci dimostriamo comprensivi, collaborativi. Proponiamo alle sue insegnanti un aiuto reciproco, paritario, per creare condizioni di benessere per la bambina; ma le maestre vogliono la direzione dell’ “operazione scolarizzazione” e dicono, molto chiaramente, che il primo obiettivo è il rispetto delle regole.
Qualche aggiustamento “familiare” permette di andare avanti per un paio di settimane. Il "quaderno delle comunicazioni" si riempie lo stesso di lettere CUBITALI. Una volta si fa presente che i vari astucci non sono in ordine; un’altra si portano i genitori a conoscenza delle "terribili azioni" che la bambina compie a scuola.
Inviamo la COLLA, l'APPUNTALAPIS, i PENNARELLI, le MATITE.
Ovviamente rinnoviamo la disponibilità a migliorare la relazione tra la scuola e la bambina, senza schierarci contro l’una, o contro l’altra.
Sappiamo di essere sotto osservazione, ma non sempre siamo disponibili a fare i loro compiti educativi, quando questi mettono in tensione le regole dello stare bene insieme.
Al sedicesimo giorno di moderata tregua arriva un’altra perentoria comunicazione: "la bambina ha sporcato il banco; i genitori sono pregati di venire domattina a pulirlo".
La sera stessa la bambina non vuole parlare di cosa è successo a scuola, ha paura di essere sgridata. Un gran brutto segnale. Il padre si prende l’impegno di andare a pulire. Io la rassicuro: "Non preoccuparti, domani veniamo sia io che il babbo”.
Il materiale è pronto: potente sgrassatore e scottex!.
La mattina dopo la famiglia, trasformatasi in impresa di pulizie, si dirige a scuola. Arriviamo in classe.
Io tengo in mano lo sgrassatore come un trofeo e mi rivolgo alla maestra sorridendole: “Maestra, questo lo lasceremo come dono alla classe per future pulizie.”
La maestra mi indica il banco con aria di rimprovero. Io incrocio lo sguardo della mia bambina. Poi finalmente vedo quello che "la bambina ha combinato sul banco".
Lo guardo e le dico: "Amore mio, ma è un disegno bellissimo!"
Mentre lo dico, percepisco l'irrigidimento della maestra dietro di me, ma decido di non farmi fermare dalla palese disapprovazione: "E’ veramente bello. Una scuola così colorata sarebbe davvero fantastica... peccato che non sia possibile, peccato che tutti i bambini non possano fare dei disegni sui propri banchi (e tutti i compagni mi si fanno intorno...), ma per il momento si può farli su dei fogli che potete portare a casa.”
La mia bambina mi osserva con gli occhi più brillanti che abbia mai avuto, pieni di gratitudine e simpatia.
Insieme al babbo cancelliamo quello splendido viso di donna. Finito il lavoro, chiedo alla maestra di parlarle, quanto prima possibile.
Saluto la mia bambina e i suoi compagni ed esco insieme al babbo.
A cena, la bambina non è quella della sera prima. E’ molto contenta: "E’ stato bellissimo stamattina! Quando sei andata via, un mio compagno mi ha chiesto chi eri ed io gli ho risposto: la mia mamma.”
Lui mi ha detto: “Che bella donna che è tua madre”.

Gabriella
Domenica 28 febbraio 2016
ore 17:15, Cineteatro Valdaso di Pedaso (Fermo)
Jacopo Fo recita
"I calzini sul comò. Ti amo ma non li trovo"
Ingresso unico 6,00 euro
Per info 3315922270
www.comunedipedaso.it - Tel: 0734931319
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26/28 febbraio
CORSO INTENSIVO DI PUBLIC SPEAKING con Jacopo Fo e il suo team
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26/28 febbraio
CHICCHI BIO GRAN TOUR, TRA ARTE E CIBO: IL FUMETTO
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26/28 febbraio
CORSO "LE VOCI DELL'ANIMA" con Laura Pierantoni
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18/20 marzo
CORSO DI TAI CHI SHIATSU STRUMENTI DEL BENESSERE con Angelo Airaghi
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18/20 marzo
CORSO DI CUCINA con Angela Labellarte - La nostra cucina ha commosso fino ad oggi migliaia di persone.
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18/20 marzo
LABORATORIO DEL BOSCO con Antonella Zanotti - A chi ama sperimentare i sentieri della ricerca per cogliere e valorizzare le risorse disponibili dentro e fuori di sé
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25/28 marzo
PASQUA AD ALCATRAZ con YOGA DEMENZIALE e LABORATORIO CREATIVO
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1/3 aprile
WORKSHOP DI "CONSAPEVOLEZZA ATTRAVERSO LA VOCE ED IL MOVIMENTO"
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1/3 aprile
HAPPENING ARTISTICO E LABORATORIO CREATIVO con Eleonora Albanese e Armando Tondo
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15/17 aprile
VOCE CREATIVA, per scoprire, potenziare, migliorare, imparare ad amare la propria voce
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WORKSHOP "IL SETTIMO SENSO: IO SONO" Condotto da Lorenzo “Nanouk” Testardi
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22/24 aprile
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CORSO DI TAI CHI SHIATSU E STRUMENTI DEL BENESSERE con Angelo Airaghi
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CORSO DI YOGA DEMENZIALE con Jacopo Fo e i suoi collaboratori
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29 aprile/1 maggio
YOGA DEMENZIALE E MASSAGGIO THAILANDESE con Gisella Manganelli e Jacopo Fo
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CORSO DI TEATRO CON DARIO FO E JACOPO FO Per 9 giorni parleremo di teatro e arte, di passione ed emozioni, di empatia e comunicazione
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Aut. Trib. di Perugia n° 634
del 21/06/1982
Direttore responsabile:
Severino Cesari
Direttore: Jacopo Fo
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