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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 222/2017
sabato 11 novembre
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Il Teatro di Dario Fo e Franca Rame in dvd
Mistero Buffo, L'Anomalo Bicefalo, Morte Accidentale di un Anarchico, Lu Santo Jullare Francesco, per un totale di 30 titoli! E' il teatro di Dario Fo e Franca Rame, su Commercioetico.it in edizione dvd+libretto allegato. Confezione speciale scontata del 62%!
 Dario e Dio
Dario e Dio
Carissimi,
in questi giorni stiamo preparando le ultime puntate di Dario Fo e Franca Rame: La nostra storia che andranno in onda a gennaio 2018.
Nelle ultime interviste che Gianluca Rame ha realizzato si parla del rapporto di Dario con Dio.
Dario affermava di essere ateo ma senz’altro l’argomento religioso è stato molto presente nella sua vita e lo incuriosiva molto. Non amava il clero e i paludamenti, e anche Dio padre non gli era sempre simpatico mentre aveva con Gesù Cristo un rapporto affettuoso.
Alle ricerche su San Francesco ha dedicato molti anni e questo Papa Bergoglio, anche per il nome che porta, aveva la sua stima e simpatia.
Insomma, Dario della religione amava l’aspetto popolare, i racconti della gente, più che la Dottrina e le regole.
Giuseppina Manin ha scritto con Dario un libro proprio su questo argomento: Dario e Dio.
E Vi proponiamo proprio le pagine in cui si parla di Gesù.
Buona lettura!

E adesso Gesù! L'attore principale di questa poco sacra rappresentazione entra finalmente in scena.
“Attore grandissimo. Gran fabulatore, gran senso del ritmo e delle pause. E del pubblico, s'intende. Gli bastava uno sguardo per capire chi aveva davanti e imbastire un discorso ad hoc. Non solo, doveva essere dotato di una voce stentorea e di certo sapeva usare bene il diaframma visto che si rivolgeva a folle sterminate e tutti, anche quelli in ultima fila, capivano ogni parola. Uno che parlava con finezza, con eleganza, senza mai compiacersene. Sapeva incantare con storie bellissime e scuotere gli animi con frasi inattese, straordinarie per impatto emotivo e significato. I beati sono gli ultimi, i poveri di spirito, quelli che hanno fame e sete di giustizia... Concetti semplici, profondi e sovversivi. Da vero antesignano dei diritti umani, sosteneva che tutti siamo uguali, senza distinzioni di sesso, razza o posizione sociale.”
Idee niente affatto scontate, sia a quei tempi sia oggi, espresse da Gesù in un linguaggio forse non consueto ma certo suadente, capace di attirare le folle.
“Solo chi è molto semplice e molto sapiente sa comunicare a quel modo. Gesù nasce povero, in un Paese povero. Sembrerebbe destinato a una vita oscura, da illetterato. Invece, fin da subito dà segni di una conoscenza sconfinata quanto inspiegabile. Luca ci riferisce nel suo Vangelo che Gesù 'cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini' e a dodici anni teneva banco tra i dottori del Tempio di Gerusalemme discettando di scienza e geometria, di medicina e Sacre Scritture. Come era possibile che il figlio di un falegname sapesse già tutto questo?”
Segni di una scienza e facoltà innate, della cui potenza era corsa voce già prima della nascita. Del resto, non si scomoda una stella cometa per niente...
“E ancora meno i tre Magi, scienziati degli astri, seguaci del culto di Zoroastro. Tre re potenti e sapienti, addirittura maghi, perché questo è il significato primo del loro appellativo. Ebbene, si prendono la briga di issarsi sui loro cammelli e i loro cavalli e attraversare il deserto per andare a adorare un bimbetto nato in uno dei posti più sperduti della Palestina.”
[...]
Poi è arrivato il tempo dei miracoli. Quelli famosi, canonici, piatto forte dei quattro evangelisti ufficiali. Miracoli di grande impatto, guarigioni impossibili, storpi che camminano, ciechi che vedono. Persino morti e sepolti che risorgono. Un Cristo taumaturgo, un mago.
“Eppure il primo prodigio conclamato è di tutt'altro stampo. L'esordio di Gesù nel campo dei miracoli è di segno enologico. E a me è tanto piaciuto che ne ho fatto uno dei pezzi forti del mio Mistero Buffo. Riferito da un ubriacone che assiste esterrefatto a quella meraviglia. A spingere Gesù a intervenire una frase che gli mormora sua mamma durante una festa di nozze: ‘Ehi, non hanno più vino’. Lui la guarda un po’ seccato: ‘Donna, non è ancora venuto il mio tempo’ le ricorda sottovoce. Però non riesce a dirle no. A Maria mai. Anche perché non è una che parla a vanvera. Se gli chiede aiuto, è perché sa che suo figlio quel prodigio lo può fare quando vuole. E poi per non rovinare la festa ai giovani sposi, per non mettere in imbarazzo quelle brave persone la cui sola colpa era di non aver calcolato bene il numero dei brindisi. Gesù capisce. E allora su, si riempiano le botti di acqua, che poi a trasformarle in vino, il migliore mai bevuto, ci penserà lui.”
Del resto, quella per il vino sembra una passione ricorrente per Gesù. Da Cana all’Ultima Cena il succo della vita è sempre protagonista di eventi straordinari.
“Di certo sappiamo che non era astemio! A differenza di tanti altri profeti, in Gesù non c’è ombra di ascetismo. Gli piace stare a tavola con chi ama, spartire cibi e bevande tra amici. Digiuna pochissimo, solo nel periodo che passa nel deserto, quando Satana lo tenta per altro con proposte un po’ sciocche, come offrire tutti i regni del mondo al Figlio di Dio. È già tutta roba sua, basterebbe che alzasse un dito…
“Ma, a parte quei quaranta giorni, per il resto non mi pare che fosse un seguace  Non è un appassionato di insetti e radici (dieta abituale dei santi eremiti, Giovanni Battisti in testa), non si punisce per gusto, non va in giro coperto di pelli di capra. Gesù non ha l’ossessione della mortificazione della carne, anzi quando può gli piace esaltarla. Si lava con piacere, si lascia cospargere volentieri di oli e di profumi da qualche bella donna. E se qualcuno ha da ridire, risponde ricordando che l’attenzione per la bellezza, il rispetto per il corpo, sono modi per rendere lode a Dio. Luca riferisce nel suo Vangelo che i maestri della legge, quelli che la vita la affrontano sempre codici alla mano, facevano notare al Nazareno che i seguaci del Battista erano sempre a digiuno mentre ‘i tuoi mangiano e bevono’. E lui pronto risponde: ‘Quando io non ci sarò più allora i miei ospiti potranno digiunare. Ora siamo nel bel mezzo della festa, quindi brindiamo e gustiamo il pranzo.’”
Un profeta sorridente, probabilmente di bell’aspetto, conviviale. Anomalo e scandaloso anche in questo.
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