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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 18/2012
sabato 28 gennaio
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Testo 01
A ciascuno i suoi miti
Avrò avuto 8 anni quando Silvano, mio fratello, entrò trafelato in cucina con un libro in mano dicendo a mia madre che stava cucinando: “Senti qui!”
E si mise a leggere uno strano testo, in un assurdo dialetto lombardo-veneto, che parlava di un arcangelo e di un ubriaco, entrambi volevano raccontare la storia delle nozze di Cana. L’angelo era tutto impettito, rappresentava la storia ufficiale:
Angelo: (si rivolge al pubblico sollevando le braccia al cielo a imitazione degli oranti) Féite atensiòn, brava zèente, che mi vòi parlarve de una storia vera, una storia che l’è cominzàda…. (trad. Fate attenzione brava gente, che vi voglio parlare di una storia vera, una storia che è cominciata…)
Ubriaco (interrompendolo) Anco mi ve vòi ‘contare de una storia meravegiòsa… de ‘na ciùca belìsima che me son catàt! (trad. Anche io vi voglio raccontare una storia meravigliosa, di una sbronza bellissima che mi son preso!)
L’angelo si irritava e cercava di cacciare l’ubriaco, affermando che solo lui era l’oratore ufficiale e che solo lui poteva raccontare la storia.
L’ubriaco però non ce la fa, deve raccontare la storia di quella sbronza “si dòlza, che non ne vògio gimài piu embriagàre al mundo…” (trad. così dolce, che non mi voglio mai più ubriacare). Continua a disturbare l’Angelo, fino a che comincia a strappargli le piume delle ali, l’Angelo se ne scappa scandalizzato e lascia campo libero all’ubriaco che finalmente può narrare la storia come l’ha vissuta lui, proprio partecipando a quel matrimonio miracoloso a Cana (“che poi diranno: nozze di Cana…”) e racconta che appena arrivato aveva trovato tutti gli invitati in piedi, la sposa in lacrime, lo sposo che bestemmiava più forte di tutti e il padre della sposa “devànti al muro ch’ol dava testunàde a rebatùn, catìvo!” (davanti al muro che dava testate a ripetizione, cattivo!).
Che cosa era successo? Una disgrazia grande: un intero tino di vino si era rovesciato in aceto. Segno di malaugurio tremendo, una disperazione incredibile!
Ma proprio in quel momento arriva un giovane, un certo Gesù, che di soprannome fa Figlio di Dio, è accompagnato dalla sua mamma, una che chiamano la Madonna, “Gran bèla dòna!”
Appena la signora Madonna viene a sapere di questo pasticcio si rivolge al figlio (figlio di Dio e della Madonna) e gli chiede se magari lui può fare qualcosa per togliere quella brava gente dall’imbarazzo.
E appena la Madonna va a dire questo a Gesù, tutti vedono fiorire sulle labbra del giovane un sorriso dolce, così dolce che se non stavi attento ti si staccavano le rotule dalle ginocchia e ti cadevano sui pollici per la commozione. A questo punto l’ubriacone racconta che Gesù chiede di portare dodici secchi pieni di acqua chiara a pulita: “Che io a vedere tutta quell’acqua in un colpo solo, mi son sentito perfino male… me pareva de ‘negare… Bòja!
Si è fatto un silenzio che pareva di essere in chiesa e ‘sto Gesù si è massaggiato le mani strofinandosele e schioccando le dita (fa il gesto di tirarsi le dita) ne ha poi alzate tre... solo tre…, che le altre due le teneva piegate contro il palmo… e ha cominciato a fare segno sopra l’acqua, dei segni che fanno solamente i figli di Dio”.
L’ubriacone non guardava, ché tutta quell’acqua gli faceva impressione, ma di colpo si sente arrivare alle narici il profumo dell’uva schiacciata. Non ci poteva credere, era vino!!! E che vino!!! Gli passano la brocca, ne manda giù un goccio e va letteralmente in estasi... boia!
“Abboccato appena, amarognolo nel fondo, un poco frizzantino, salatino nel mezzo, che mandava luccichii di garanza e bagliori dappertutto, senza fioriture, né bave, tre anni almeno di stagionatura… un’annata d’oro!”
E tutti ad applaudire Gesù: “Bravo Jesus! Sei divino!!!”
E tutti a ballare, cantare, ridere, solo il padre della sposa continuava a dare capocciate sul muro che nessuno lo aveva avvertito!
E Gesù è allegro, offre a tutti da bere: “Bevete gente, state allegri, siate felici! Ubriacatevi, non aspettate dopo… il paradiso… subito, adesso, prendetevelo… non dopo da morti!”
All’improvviso si accorge di sua madre: “Perdonatemi mamma… sono andato un po’ in garbuglio… bevete un goccio di vino mamma!”
“No, figliolo grazie, non posso bere, che non sono abituata al vino, mi fa girar la testa e dopo dico stupidaggini!”
“Ma no, mamma, non ti può far male, ti porterà solamente un po’ di allegria! Non ti può far male ‘sto vino è buono, è sano, è vino schietto… l’ho fatto io!”
E il brano di Mistero Buffo finisce con l’ubriacone felice che afferma senza tema di smentita che se Dio avesse dato ad Adamo il vino, mai e poi mai si sarebbe mangiato la mela! E come dargli torto?

Mio fratello posa il libro, rideva, era emozionato per aver letto una storia sacra raccontata così, io bambina capivo fino a lì, però dentro si era buttato un seme. Ho letto le commedie dei Fo prima ancora di vederli a teatro, nelle vecchie edizioni di La Comune e della Bertani. Quando li vidi a teatro fu uno shock, restai imbesuita dalla gioia per giorni: finalmente vedevo quello che per anni avevo solo letto ed era molto, ma molto di più di come me l’ero immaginato!
La vita poi, fantastica cosa, mi ha portato a conoscere questa coppia straordinaria, ma questa è un’altra storia.

Il brano che vi ho raccontato, le Nozze di Cana, sono incluse in un librone di 1242 pagine edito da Einaudi dove trovate moltissime commedie dei Fo, con traduzione del testo a fronte. Vi consiglio di provare a leggere l’originale, perché preso il ritmo vi sarà più comprensibile e vi sembrerà di vedere e sentire Franca e Dario recitare. Poi, volendo, abbiamo pure i dvd…
Un colosso, questo libro dell’Einaudi, un’edizione curatissima, in cofanetto, con dentro una decina di pagine di cartoncino ripiegato con magnifici disegni di Dario. Il segnalibro… sì, pardon, mi riprendo, sono una feticista dei libri…
Buona lettura!!!!
Ah! Dimenticavo! Abbiamo anche il libro + dvd di Arlecchino! Che non ci fa mancare niente!!!!
Alla prossima settimana!

Gabriella C.

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Ecco chi salva l’Italia
C’è un bla bla di sinistra che non raggiunge nessun risultato. Sono solo chiacchiere. Ma c’è chi lavora… Di fronte al tracollo economico i partiti di sinistra e molte organizzazioni progressiste sembrano ipnotizzati.

Sarebbe invece il momento di scatenare una campagna di iniziative capaci di offrire opportunità di cambiamento alle persone in difficoltà. Ci sono per fortuna i mille gruppi di base che non si arrendono all’idea che la politica si faccia con i discorsi in Parlamento e che basti fare qualche corteo o qualche blocco stradale, per sentirsi a posto con la propria coscienza progressista. La cosiddetta Società Civile si sta muovendo un po’ dovunque e dimostra con i fatti di essere l’unica alternativa alla vecchia politica e alla cultura marcia che ci ha portato al tracollo. Sono questi volontari i soli capaci di costruire una via d’uscita dallo sfascio di questa Italia che assomiglia sempre più a una nave da crociera spiaggiata. Sono invisibili per i partiti e per i media. Non fanno notizia, non vengono citati nei comizi, non vengono presi ad esempio dai ministri, non ispirano i programmi elettorali.
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