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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 126/2012
sabato 9 giugno
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Testo 01
Mamma Chimica: l'acido citrico
Carissimi,
iniziamo questa settimana la collaborazione con Sara Alberghini, una mamma-chimica, che fa parte del primo gruppo di futuri abitanti dell’Ecovillaggio Solare.
Sara ha lavorato a lungo come ricercatrice e la chimica è proprio la sua passione. La stessa passione con cui te ne parla a pranzo intanto che il piccolo Emiliano le tira la gonna e Claudia dorme placidamente come solo i neonati sanno fare.
E questa passione Sara la applica alla vita di tutti i giorni. Ecco che durante le nostre chiacchierate è nata l’idea di iniziare una piccola rubrica per Cacao così da condividere un po’ di informazioni sui prodotti che generalmente usiamo per l’igiene personale o la pulizia. Impariamo a risparmiare e a inquinare meno.
Insomma, diventiamo tutti piccoli chimici! La prima puntata parla delle meraviglie dell’acido citrico.
Buona lettura e che la scienza sia con noi!

ACIDO CITRICO
L'acido citrico è un acido debole contenuto negli agrumi.
E' anche un additivo alimentare, normalmente indicato come E330, che potete trovare in moltissimi prodotti (anche bio) come correttore di acidità, per esempio nelle passate di pomodoro, marmellate, succhi di frutta.
E' sotto forma di sale, inodore e solubile in acqua.
Si può acquistare nei negozi di prodotti biologici (ma spesso hanno confezioni piccoline e quindi sconvenienti), meglio nelle enoteche.
Può sostituire egregiamente ed efficacemente alcuni prodotti tradizionali, che spesso contengono sostanze inquinanti per l'ambiente e anche pericolose per gli esseri umani come: ANTICALCARE, BRILLANTANTE, AMMORBIDENTE, BALSAMO CAPELLI, TONICO VISO, DEODORANTE, DISGORGATORE.
Ecco come usarlo, basandosi su alcuni preziosi suggerimenti di Fabrizio Zago, chimico industriale,  consulente Ecolabel e ideatore del Biodizionario, (uno strumento indispensabile e completamente gratuito per determinare la pericolosità/biodegradabilità di una sostanza).

ANTICALCARE
L'acido citrico è ottimo per togliere il calcare da lavandini, pentole, superfici di acciaio, bicchieri e brocche per l'acqua. Questo anticalcare naturale non ha odore, non lascia residui e non brucia sulle mani (ho sperimentato! ma è comunque buona norma utilizzare i guanti).
Le differenze sostanziali con i prodotti tradizionali sono la sua ecocompatibilità e il tempo di contatto, che deve essere un po' più lungo.
Ma ha l'enorme vantaggio che se anche ci dimenticassimo di pulire il lavello su cui ho spruzzato acido citrico e un bimbo lo toccasse è come se toccasse succo di limone!
Basterà preparare una soluzione di acido citrico e acqua distillata, spruzzarla sulla superficie o oggetto da  trattare e aspettare che reagisca con il calcare, sciogliendolo.
Dove l'acqua è molto “dura”, servirà una soluzione al 20% (200 gr di acido citrico anidro in 800 g di acqua, per avere un totale di 1 litri=1 kg di soluzione). Ma con acque meno dure si possono preparare anche soluzioni al 10 – 15%. Ovviamente non usare sul marmo, che essendo calcare si rovinerebbe (come con gli altri anticalcare commerciali...).
Molti diranno che la stessa cosa si otterrebbe con l'aceto (che contiene acido acetico).
E' vero! Perché entrambe sono degli acidi e quindi possono sciogliere il carbonato di calcio (il calcare appunto). Però, da studi di biodegradabilità(*), risulta che è molto meglio usare il citrico piuttosto che l'aceto: infatti l'acido acetico a parità di concentrazione è 53 volte più inquinante del citrico.
Inoltre, in un litro di aceto c'è solo il 6% di acido acetico, quindi avere la stessa efficacia anticalcare comporterebbe anche un uso superiore di aceto e conseguente eccessivo smaltimento di bottiglie di vetro!
L' aceto è anche più aggressivo verso le superfici metalliche, può portare in soluzione il nikel contenuto per esempio nell'acciaio del lavello e quindi potrebbe causare delle irritazioni o dermatiti.
Infine l'aceto puzza... insomma sarebbe meglio lasciarlo per le insalate...

BRILLANTANTE
Il brillantante che acquistiamo per la lavastoviglie non è un detergente ma un additivo. Ha lo scopo di rendere più brillanti le stoviglie, che altrimenti rimarrebbero più opache durante l'asciugatura. Per assolvere a questa funzione “estetica” ha lo svantaggio di resistere al risciacquo e rimanere attaccato agli oggetti: ad ogni pasto quindi ne viene ingerita una piccola quantità insieme al cibo. Per non correre rischi si può tranquillamente evitare l'uso di questo prodotto oppure sostituirlo con la soluzione “commestibile” di acido citrico al 20% (200 g di acido citrico anidro in 800 g di acqua, per avere un totale di 1 litri=1 kg di soluzione).
Basta riempire la vaschetta del brillantante con la soluzione di acido citrico e girare la manopolina del dosaggio al massimo.
L'utilizzo del brillantante non è obbligatorio come ci vorrebbero far credere la pubblicità e i produttori di lavastoviglie, perché l'azione anticalcare non viene effettuata dal brillantante ma dall'addolcitore della lavastoviglie che necessita  periodicamente il reintegro del sale (questo si che è OBBLIGATORIO soprattutto con acque dure!).
Nella lavastoviglie c'è un filtro a scambio ionico che serve a ridurre la durezza dell'acqua e favorire così il lavaggio delle stoviglie. Con il passaggio dell'acqua, le resine saranno piene zeppe di calcio e di magnesio. Occorre utilizzare il sale (cloruro di sodio), proprio per fare lo scambio ionico tra calcio/magnesio e sodio e rigenerare l'addolcitore.
A questo proposito è consigliato utilizzare sale iperpuro (come il salgemma, o quello ottenuto per bollitura o quello apposito per lavastoviglie) per garantire una maggior vita all'elettrodomestico, soprattutto in zone di acqua dura. Il sale marino (quello da cucina) può contenere, oltre che cloruro di sodio anche piccole impurezze di conchiglie, sabbia, terra ecc. Se il filtro riceve sabbia e frammenti di conchiglie finisce per intasarsi e non svolgere più la sua funzione. Le stoviglie potrebbero uscire opache ed i bicchieri color latte.

AMMORBIDENTE
Si può sostituire l'ammorbidente tradizionale profumato con una la soluzione di acido citrico al 20% inodore (200 g di acido citrico anidro in 800 g di acqua, per avere un totale di 1 litri=1 kg di soluzione).
In realtà l'acido citrico non ammorbidisce le fibre dei panni, ma neutralizza l'alcalinità del lavaggio causata dal detersivo.
Il detersivo lascia i panni a pH alcalino, non il massimo per la nostra pelle...
Il detersivo in polvere lascia un pH 9 circa, quello liquido è pressoché a pH neutro. Quindi, l'aggiunta di acido citrico avvicina il pH a quello della pelle (pH 5,5 circa).
Un'altra funzione da non sottovalutare di questa pratica è che allunga la vita della lavatrice grazie alla funzione anticalcare dell'acido citrico.
Infine l'acidità fissa i colori, quindi è ok anche per i lavaggio dei colorati.
Potrebbe essere anche di aiuto a chi ha problemi di dermatite, pelle sensibile o nel lavaggio dei vestitini dei neonati. In questi casi si sconsiglia l'uso dell'ammorbidente tradizionale poiché, usandolo all'ultimo risciacquo, oltre al profumo lascerà sugli indumenti anche le altre sostanze chimiche che contiene....

Ecco altri usi della soluzione di acido citrico al 20% (200 g di acido citrico anidro in 800 g di acqua, per avere un totale di 1 litri=1 kg di soluzione).

BALSAMO CAPELLI
Sembra incredibile vero? Non volevo crederci nemmeno io prima di provare! districa anche i miei capelli lunghi....non lo uso sempre solo perché, a differenza del balsamo tradizionale non lascia profumo.
Basterà diluire 25 o 30 ml di soluzione di acido citrico al 20% un litro di acqua normale che userete come ultimo risciacquo, dopo lo shampoo.
Funziona perché l'acidità "chiude" le scaglie di cheratina, il capello risulta liscio e anche lucente perché riflette meglio la luce.

TONICO VISO
Diluire 50ml di soluzione di acido citrico al 20% in 50 ml di acqua e passarla sul viso (in pratica portare la soluzione al 10% anziché 20%).
Il tonico è consigliato nel caso ci si lavi con la saponetta classica (per sua natura a pH 9-10) e serve a ripristinare il pH acido della pelle (circa 5.5).

DEODORANTE
Diluire 25 ml di soluzione di acido citrico al 20% in 75 ml di acqua distillata e metterla in uno spruzzino (es. di un deodorante liquido esaurito).
Funziona come  deodorante perché abbassando il pH della ascella si inibisce la crescita batterica e quindi la produzione di odori sgradevoli.
Ovviamente lo farebbe anche l'aceto ma è piuttosto inutile evitare di puzzare di sudore se poi si puzza di aceto... Quindi la soluzione è di usare acido citrico che funziona allo stesso modo ma non ha nessun odore!
N.B. La diluizione della soluzione di citrico può essere modificata a seconda delle esigenze personali...
Infatti, come accade anche con i deodoranti commerciali, la loro efficacia è molto soggettiva: alcuni si trovano bene con gli antitraspiranti, altri con quelli a base di alcool, altri ancora con l'economico ed ecologico bicarbonato puro.

DISGORGATORE LAVANDINI
Tutti conoscono la famosa “bottiglia rossa” per liberare gli scarichi, piuttosto pericolosetta dato che contiene acido solforico...
Si può usare un metodo molto più ecologico e innocuo, anche se certamente meno “potente”.
Fare entrare nel buco del lavandino un po' di bicarbonato di sodio (mezzo bicchiere) e poi aggiungerci la soluzione di acido citrico al 20% (1 bicchiere).
Le due sostanze reagiscono tra loro perché una è acida e l'altra debolmente alcalina, l'effervescenza che si ottiene (si vede e si sente fino nei tubi) comporta un'azione meccanica che mobilizza lo sporco e libera lo scarico.

MANUTENZIONE SALTUARIA DELLA LAVATRICE E DELLA LAVASTOVIGLIE
Con l'acido citrico in POLVERE è possibile anche fare un trattamento utilissimo a questi 2 elettrodomestici una volta al mese: riempire la vaschetta del detersivo con acido citrico e fare un lavaggio a vuoto (senza stoviglie e senza detersivo).
In questo modo si disincrosterà perfettamente la resistenza, la macchina laverà meglio e si consumerà meno energia elettrica.

Insomma, l'acido citrico è quasi indispensabile! Mi ha permesso di abbandonare un sacco di prodotti che proprio non mi piaceva usare e tenere in casa! Tentare non nuoce...

Per approfondire ecco le fonti.
Fabrizio Zago: chimico industriale, consulente Ecolabel e per molte catene di distribuzione e fabbricanti, di detergenti e cosmetici sensibili all'ecologia
http://www.biodizionario.it/ e http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=2

(*) IMPATTO AMBIENTALE  TRA ACIDO CITRICO E ACIDO ACETICO
E' stato realizzato conformemente ai criteri Ecolabel (marchio ecologico di qualità).
Sul sito della UE si trovano i vari parametri della DID List  (detergent ingriedients database) usata per ottenere questi numeri.
160   Acetic acid                        1666,66
115   Citrate and citric acid           31,25

Sono entrambi considerati acidi anidri (puri).
La sintesi è che per "neutralizzare" un 1% di acido acetico mi servono 1667 litri di acqua, dopo questa diluizione gli organismi acquatici non avranno nessun problema né di natura acuta né cronica. Se consideriamo adesso l'acido citrico, la quantità di acqua necessaria è pari a 31,3 litri cioè 53 volte meno impattante. Inoltre il potere corrosivo nei confronti dei metalli dell'acido acetico è superiore rispetto al citrico. Infatti i test ufficiali per stabilire la qualità o meno di un acciaio inox prevedono proprio l'utilizzo di acido acetico. Pensate a quanto corrosivo è!

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Aut. Trib. di Perugia n° 634
del 21/06/1982
Direttore responsabile:
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Direttore: Jacopo Fo
Anno XI
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