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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 103/2013
sabato 11 maggio
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
 Un Giuda per amico
Un Giuda per amico
Carissimi,
oggi in offerta speciale per il Maggio dei Libri di Commercioetico.it il libro biografia di Franca Rame: Una vita all’improvvisa (CLICCA QUI). La nostra Signora del Nobel si racconta come in uno spettacolo, tanti momenti di una vita straordinariamente intensa.
Ma questa volta non vi proporremo un brano del libro ma bensì un articolo scritto nel 1993 da Dario e Franca per una rubrica che al tempo tenevano sul Venerdì di Repubblica che si chiamava “Che male vi Fo”. Si parla di Andreotti.
Il titolo dell’articolo è:

Un Giuda per amico
Ci eravamo ripromessi di non parlare più di lui, del Giulio. Ma il senatore non sta mai fermo! Adesso gli è scoppiata la logorrea della battuta spiritosa ad ogni costo. E ci va giù pesante, pure! L’ultima l’abbiamo letta su “Le Monde” al quale il nostro ha concesso un’intervista: “Sì, è vero, ho conosciuto Sindone: sì è vero ho espresso apprezzamenti sul suo conto… ma anche Giuda faceva parte dei dodici apostoli e nessuno oggi se la sentirebbe di condannare gli altri undici santi per averlo conosciuto e frequentato”
(Vi ricorda niente? Anche Formigoni in un’intervista usò lo stesso esempio parlando degli indagati alla Regione Lombardia di cui era presidente. NdR)
Che forza! Hai capito? Lui, il Giulio si paragona a San Luca, San Marco e San Giovanni, a scelta. E forse, già che c’è, addirittura a Gesù Cristo!
A parte che Giuda, al confronto di Sindone, era una gran brava persona: non era un bancarottiere criminale… non era un mafioso, non riciclava soldi sporchi, non assoldava killer per far fuori giudici che fossero provati a indagarlo. E i suoi amici fidati? Stiamo parlando di quelli di Giulio. Accidenti se li è andati a cercare uno a uno fra la peggior risma nazionale! Gli fosse capitato di farsene uno per bene! E oggi, è talmente impunito che ci viene a dire che anche gli Apostoli hanno incocciato un Giuda. Qui bisogna sottolineare subito che con Giulio la situazione s’è letteralmente ribaltata. E’ semmai il nostro Giuda Iscariota che si trova in pessima compagnia. (Pare che Iscariota, in aramaico significhi senatore a vita). I suoi Apostoli si chiamano infatti Gelli, Sindona, Lima, Pecorelli, Pomicino, Caltagirone, Sbardella.
Sbardella, già ce lo immaginiamo , il Santo Squalo, assiso nell’ultima cena che alla frase: “Prendete, questo è il mio corpo!” subito s’avventa sulla mano del maestro e gliela divora in un sol boccone!
Ma c’è un’altra notizia che ci ha fatto sobbalzare. Ci assicurano che, al tempo del rapimento Moro, Andreotti Giulio avesse esclamato: “Se Moro esce vivo, prometto di non mangiare più gelato per tutta la mia vita!” (Panorama, 23 maggio 1993). Una persona di facile sarcasmo e, soprattutto, poco informata di quanto il senatore fosse morbosamente goloso di gelati, potrebbe commentare: Questo è un fioretto espresso da un paranoico-deficiente! Ma se pensiamo però che per un cono di gelato, crema vaniglia cioccolato, l’allora presidente del consiglio sarebbe stato disposto a cedere un ministero delle partecipazioni statali, allora possiamo ben esclamare: “Quanto affetto lo legava al povero prigioniero delle Br”_
Anzi, pare certo ormai che Giulio Andreotti cominciò dal giorno stesso, onde favorire l’evento positivo, a privarsi dei due coni gelato che andava sorbendo a ogni fine pasto. Pochi sanno la sofferenza che gli costò tale sacrificio. Sacrificio che perpetuò fino al giorno in cui Moro fu trovato disteso nel portapacchi di quella infame Renault Rossa… La notte stessa… Giulio fu trovato in una famosa gelateria dietro Montecitorio col viso letteralmente affondato in una marmitta di crema-torrocino-panna. Lacrime copiose scendevano dal suo viso… e, per i singhiozzi, spruzzi canditi, frammenti di gelato, si spandevano qua e là.

Dario Fo e Franca Rame

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Ma non ci si limiterà alle questioni teoriche della professione. Gli allievi potranno misurarsi con la recitazione.
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