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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 8/2017
domenica 12 marzo
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
I libri di jacopo fo
Da Lo Zen e l'arte di Scopare a Guarire Ridendo, fino alle ultime pubblicazioni.
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 Ma che bello fare cose impossibili
Ma che bello fare cose impossibili
di Jacopo Fo
 
È parecchio che mi chiedo perché i progressisti non funzionino molto bene.
È indubbio che la coscienza, ecologista, solidale e pacifica si sta diffondendo, e cresce pure il numero delle persone che si impegnano quotidianamente per migliorare un granello di mondo.
Ma con 500mila associazioni solidali e centinaia di milioni di volontari per la libertà e la giustizia dovremmo concludere un po’ di più.
Si va lenti e a singhiozzi e mo’ c’abbiamo Trump tra i maroni… Che non è un gran successo…
Son decenni che sbatto contro questo interrogativo: perché non riusciamo a fare di più, perché non siamo capaci di fare veramente argine all’orrore delle violenze, delle guerre e della fame.
Avevamo sognato Obama, le primavere arabe… Ora guardiamo le immagini del drone che sorvola Aleppo devastata dall’idiozia criminale umana.
E questo nonostante la nostra capacità di comunicazione grazie a internet sia mille volte più potente di 20 anni fa.
Sono arrivato a darmi una risposta, c’ho messo qualche decennio ma credo di essere giunto all’ombelico del problema: la nostra capacità di iniziativa è fiacca perché la cultura dei progressisti è ammalata di un morbo, di un paradigma mentale sbilenco che riguarda esattamente la nostra idea dell’azione stessa.
Mia madre parlava spesso di professionismo e dilettantismo. Una categoria mentale che ho impiegato un po’ a penetrare veramente.
Nel Movimento Progressista Mondiale è maggioritaria una visione dell’impegno sociale parolaia. È un’affermazione dura, sgradevole ma credo proprio che questo sia il centro del problema.
Molte persone arrivano a comprendere la misura dell’orrore che ancora domina questo pianeta. Ma raggiungere la coscienza dell’ingiustizia e del dolore che questo sistema infligge sembra loro già un grande risultato. Quando devono poi decidere cosa FARE concretamente pensano che sia sufficiente PARLARE di questa loro convinzione. Solo pochi si danno l’obiettivo di agire ottenendo dei risultati concreti.
Non hanno il sacro rispetto per quell’atteggiamento pragmatico che è il solo che su questo pianeta garantisce risultati, cioè non hanno un atteggiamento da professionista.
Si discute per ore sulle idee, sui principi, ci si innamora delle idee e dei principi, COME cambiare le cose diventa secondario.
La maggioranza dei progressisti non percepisce neppure la centralità delle questioni di metodo.
Trovo avvilente il pressapochismo che ne discende. La nostra comunicazione risulta debole (e Trump se la gode) proprio perché è il principio che conta, non i fatti.
Prendiamo un tema centrale per i progressisti: la violenza sulle donne. Ma com’è possibile che il 90% dei discorsi che ascolto partano da una balla autolesionista?
Continuo a sentir dire: “La violenza contro le donne ha raggiunto ormai livelli intollerabili!”.
La realtà è che la violenza sulle donne sta costantemente diminuendo proprio grazie a un grandioso cambiamento culturale. Dopo un secolo di lotte femministe la maggioranza della popolazione ha capito che ammazzare le donne, picchiarle, violentarle è disumano e finalmente il problema e un orrore nascosto per millenni è arrivato sulle prime pagine dei giornali.
Perché non si dice che il numero di donne ammazzate sta diminuendo lentamente da decenni? Questo è il fatto reale, comprovato da tutte le statistiche. Non è possibile in nessun modo affermare il contrario. Quel che finalmente sta aumentando esponenzialmente è la coscienza dell’intollerabilità della violenza sulle donne!!! Se questo non fosse successo dovremmo dire che tutto l’impegno di milioni di persone, per decenni non è servito a un cazzo! E questo sarebbe tragico. Ma come fai a pensare di cambiare il mondo e agire concretamente contro la violenza sulle donne se parti dicendo una cosa falsa e contemporaneamente sminuendo il frutto di un enorme impegno collettivo? Parti dandoti la zappa sui piedi, non hai riflettuto, non ti sei studiato il problema, parli per sentito dire. Certo, apparentemente fa più effetto dire “C’è un aumento spaventoso degli omicidi e delle violenze” ma è un modo di fare comunicazione che ha le gambe corte. Questo modo di approcciare il problema parte da un’affermazione che pullula di mancanza di interesse per la realtà, di PROFESSIONISMO.
E alla fine questo modo di procedere è la ragione prima della nostra relativamente bassa capacità di incidere sulla realtà.
Se vogliamo coinvolgere sempre più persone nell’impegno quotidiano contro la violenza di genere dobbiamo partire da premesse solide. E dobbiamo anche andare a fondo dei problemi (vedi: Lo stupratore è frigido).
Questo pressapochismo lo troviamo ovunque tra i progressisti, figlio dell’idea bislacca che se hai ragione il fato è con te e vincerai. Abbiamo visto che non è così.
Lo stesso pressapochismo lo troviamo su tutti i temi cruciali.
Nell’era di Internet si può ancora sentire gente che dice: “L’Italia possiede l’80% del patrimonio artistico mondiale”. Balle. E basterebbe pensarci un secondo per rendersi conto che è impossibile. Abbiamo grossomodo il 10% del patrimonio artistico mondiale, e già è un’enormità. L’80% è un numero ridicolo. E che credibilità puoi avere se parti da un’affermazione che chiunque si faccia dieci minuti di ricerca sul Web scopre subito che spari numeri a casaccio?
Ma questo che sto dicendo è solo la buccia del discorso, tanto per capirsi sul tema che vorrei discutere. Spesso mi trovo a partecipare a conversazioni con bravissimi e buonissimi attivisti progressisti con i quali si arriva presto a una totale incomprensione. Proprio perché è poco diffusa l’idea che in un progetto politico l’obiettivo sia altrettanto importante della strada per raggiungerlo.
Incontro un gruppo di amici che vuole presentare una lista d’opposizione alle elezioni comunali e mi raccontano cose bellissime sull’onestà, l’efficienza, il progresso. Ma una volta che hai vinto le elezioni come fai a raggiungere i tuoi obiettivi?
Su questo ci si limita a due parole e gran sventolamento di bandiere. Mi dispiace ma non ci sto. E pongo il problema di dotarsi innanzi tutto di un bilancio analitico del Comune. Solo che sono proprio pochi quelli che si pongono il problema del bilancio analitico. Lo scontro è tra gli onesti e i ladri. Vero. Ma lo scontro vero, strategico, è tra chi è capace di fare un buon bilancio analitico e chi non è capace.
Il bilancio analitico è ben altra cosa di un bilancio complessivo (che tutti i Comuni possiedono). Il bilancio complessivo non ti dice quanti sono i metri cubi riscaldati e quanto ti costa ogni metro cubo in un anno. E solo se lo sai puoi fare confronti e determinare (prima di vincere le elezioni) l’entità dello spreco, i soldi che puoi risparmiare e i servizi che puoi erogare con quei soldi risparmiati e quindi proporre un programma operativo vero. Il bilancio dei Comuni suddivide le spese per settori (scuola, edilizia, sanità, trasporti, sociale ecc) ma non ti dice quanto spendi globalmente nelle varie tipologie di “prodotti” (auto, carburanti, elettricità, acqua, dipendenti divisi per funzioni, ecc). E se non hai queste informazioni per tipologia di spesa non puoi confrontare le tue spese con quelle di altri Comuni nel mondo quindi non puoi capire dove spendi troppo, quindi non puoi realizzare un programma di ristrutturazione. Essere onesti non basta.
Il problema è che un bilancio analitico costa dei bei soldi. Per un Comune di medie dimensioni siamo oltre i 100mila euro. E non ci sono soldi. E non ci sono i soldi neanche per fare un po’ di formazione vera (professionale) a chi andrà a fare il sindaco o l’assessore. Anche la formazione costa. Grossi problemi. Affrontiamoli in modo pragmatico. Magari riesci a coinvolgere qualche manager e qualche commercialista e realizzare  almeno una ricognizione sul bilancio analitico. Quantomeno prima delle elezioni indichi la rotta. Ma il bilancio analitico DEVE far parte del tuo programma elettorale. DEVE essere al centro della tua campagna elettorale. Anche se è un concetto che nell’immediato è poco comprensibile e ti porta pochi voti. E devi dirlo che solo dei pazzi possono aver amministrato per decenni un comune senza MAI pensare che serve un bilancio analitico per capire cosa stanno facendo.
Sono anni che collaboro a progetti di razionalizzazione delle spese energetiche dei Comuni. Mai una volta che arrivi, chiedi quanto spendono per mq di riscaldamento e loro ti sanno rispondere.
Ma allora di cosa parliamo? Cosa vuol dire amministrare? Essere onesti? No, cari, qui servono idee nuove che ci portino fuori da una terribile crisi economica e culturale.
Tanto per farti rendere conto del livello di follia vigente, in un dibattito televisivo ho chiesto a Giachetti candidato sindaco a Roma per il PD se gli sembrava normale che Rutelli e Veltroni non abbiano dotato Roma di un cazzo di bilancio analitico. Lui mi ha risposto ridendo e dicendomi che ero un ignorante perché il Comune di Roma ha il suo bel bilancio e lo presenta  obbligatoriamente alla Corte dei Conti. E il giornalista che conduceva il dibattito e un altro illustre politologo ospite ridevano con lui guardandomi come se fossi cretino che pensavo che Roma non avesse un bilancio. Cioè non avevano neanche idea di cosa stessi parlando.
 
Ma il discorso sul bilancio analitico è solo un esempio. Discorsi analoghi potremmo farli su tutti i servizi erogati dal Comune, dalla cultura alla promozione dell’economia. Non ci sono analisi della situazione, non ci sono strumenti di misurazione della qualità dei servizi, non ci sono idee strategiche.
Non voglio fare per forza il primo della classe… È che trovo dilettantistico in modo superlativo il fatto che le amministrazioni non si dotino di strumenti per valutare la produttività dei progetti, l’efficacia dell’operato dei dipartimenti, la congruità della ricaduta dei finanziamenti europei. Tutte cose essenziali per il buon governo di un Comune o di una Regione… A livello nazionale poi non ne parliamo. Tutta questa roba non interessa ai governi quanto non interessa ai cittadini… E allora…
 
Ok. Basta con i piagnistei.
La buona notizia è che, oltre a decidere che non voglio più avere a che fare con la politica dei dilettanti, è che dopo 35 anni di sforzi siamo quantomeno arrivati a mettere insieme un’entità di nuovo tipo che risponde alla domanda di professionalità nel settore “Nuovi Mondi da Costruire”.
È una rete internazionale di professionisti. Una rete informale.
Lo sviluppo è stato molto lento, ogni anno le persone che entravano nel nostro “sistema” non erano più di 2 o 3.
Abbiamo condotto grandi campagne vittoriose: il parto dolce, la comicoterapia negli ospedali, la diffusone di idee innovative nel settore del benessere, i pannelli solari, il biodiesel, i riduttori del flusso dell’acqua dei rubinetti, l’illuminazione pubblica a led, il progetto Ecofuturo, il teatro di informazione sanitaria per i paesi in via di sviluppo (Il Teatro Fa Bene) e numerosi progetti di formazione e assistenza a nuove imprese basati sullo sviluppo delle potenzialità individuali e della passione… E quello che abbiamo sperimentato è che se metti al primo posto l’atteggiamento “da professionisti” i risultati arrivano.
Ed è anche più appassionante lavorare con una rete di persone che non perdono tempo a discutere dei massimi sistemi e si concentrano sulla realizzazione di un primo risultato.
Stiamo sperimentando che questa metodologia è potente. Dà grande soddisfazione lavorare con persone che se ti hanno promesso un lavoro entro il 14 marzo poi il 14 marzo o sono morte oppure ti consegnano il lavoro. Ma quel che sta venendo fuori che questo stile di lavoro è talmente potente che diventa l’equivalente di una linea politica. Una programma rivoluzionario basato non su “cosa sarebbe giusto fare” ma su “cosa è possibile fare oggi”. Una metodologia di lavoro che è una filosofia. Ad esempio, sono più di 15 anni che non facciamo una assemblea generale. Questo perché abbiamo scoperto che l’assemblea non va bene per lavorare insieme. In assemblea spuntano leader e contro leader, si creano fazioni e si alimentano le chiacchiere e la sete di protagonismo. E poi molti in assemblea non parlano. Quindi si tratta di uno strumento bello in teoria ma limitante in pratica. Noi seguiamo un altro metodo molto più democratico: quando hai un progetto ne parli con tutte le persone che sono utili per realizzarlo, personalmente. Il dialogo a due permette di sviscerare i problemi, di fare emergere le incertezze, di chiarire le intenzioni. Quando hai trovato le persone interessate e hai raggiunto un buon livello di condivisione, si inizia a lavorare e si discute solo delle questioni pratiche via via che si presentano.
Può sembrare un discorso assurdo a chi non voglia provare a rovesciare il punto di vista su “obiettivi politici” e “metodo di lavoro”. Che io sappia esiste una sola entità “politica” che ha da tempo sperimentato questa logica. Mi riferisco al movimento delle città in transizione. A questa organizzazione si aderisce solo sulla base di un’esperienza positiva realizzata, non sulla base della condivisione del credo dell’organizzazione. È un salto quantico. Il Transition Town non ha una linea politica o filosofica, ha un libro nel quale sono descritte nel dettaglio tutte le iniziative che hanno portato a un risultato positivo dal punto di vista della transizione dal sistema del petrolio a quello rinnovabile. Qualunque tipologia di azione va bene, la discriminante è unicamente cosa funziona e ci fa fare un passo in avanti. Ecco, noi applichiamo la stessa logica. Solo che oltre a essere professionisti dal punto di vista filosofico siamo un gruppo di persone che ha fatto di questo impegno anche il mestiere che ti dà da vivere. E questo ci ha fin’ora reso possibile un grande impegno in termini di ore di lavoro per ogni singola persona e quindi una notevole capacità di iniziativa.
 
Spero di aver posto con sufficiente chiarezza l’idea che se vogliamo ottenere grandi risultati tocca cambiare priorità.
Come ebbe a dire il Presidente Mao: “Sennò son cazzi amari!”
Spiritualità, il razionalismo ha rotto i coglioni
È ormai scientificamente dimostrato che esiste una zona cerebrale adibita specificamente alla produzione di sensazioni estatiche e al senso di appartenenza, a qualche cosa che ci pervade e ci innalza dandoci la sensazione di far parte di un tutto dominato dall’amore e dalla pietà e dotato di una progettualità rigogliosa, fantasiosa, stupefacente. Cioè il senso del sacro è fisiologico: a fianco delle pulsioni primarie (identificare, attaccare, fuggire, nascondersi) ne esiste una quinta: contemplare.
Immagino già, che mentre stai leggendo pensi: ecco, gli è presa la botta mistica e si è convertito al cristianesimo oppure vuol mettersi a fare l’indù zen!
Invece no. Ma osservo, che i roghi dell’Inquisizione, la caccia alle streghe e l’insistente bigottismo di parte dei fedeli di tutte le religioni hanno generato un muro contro muro tra credenti e atei che si è radicalizzato portando noi atei a rifiutare in blocco qualunque concetto sia “inerente” alla fede. Tocca fare un restyling di questa rigidità cresciuta nel dolore delle persecuzioni contro gli eretici. (...)
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Wiwanana, il film de Il Teatro Fa Bene
Il progetto de Il Teatro Fa Bene, realizzato in collaborazione con Medici con l’Africa Cuamm ed Eni Foundation, prevede la realizzazione di un film e di un libro conclusivi che ripercorrano l’intera avventura.
Entrambi sono pronti!
Il libro è gratuitamente scaricabile dal sito de Il Teatro Fa Bene a questo link. 
Il film, Wiwanana (Essere uniti), verrà invece presentato al 27.mo Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, che avrà luogo a Milano dal 20 al 27 marzo 2017. Le proiezioni di Wiwanana, selezionato per il Concorso Extr’A, sono previste per il 22 (Cinema Palestrina, ore 21:00) e il 25 marzo (Spazio Oberdan, ore 19:30), nei prossimi giorni vi daremo maggiori informazioni.
Intanto, a questo link è possibile vedere il trailer del film, alcune foto e le info tecniche.
La pagina Facebook di Wiwanana

“Un gruppo di cinque italiani e un mozambicano stanno girando nelle foreste del nord del Mozambico alla ricerca di cinque attori amatoriali. L’obbiettivo è portarli in Italia, scrivere insieme a loro uno spettacolo comico di informazione sanitaria e infine realizzare una tournée nei villaggi del Nord del Mozambico.
Ci riusciranno nonostante le differenze culturali?
Questa è la storia di Wiwanana, ovvero di come il dialogo sia l’arma più potente per il cambiamento.”
Non una di meno
Per l’8 marzo quest’anno non solo mimose, ma uno sciopero delle donne con migliaia di iniziative in tutta Italia.
La mobilitazione coinvolgerà 40 Paesi del mondo e a cui parteciperanno milioni di donne. Ha aderito anche il movimento Women’s March.
L’8 marzo si fermeranno lavoratrici precarie, dipendenti, autonome e disoccupate e si stanno organizzando diversi scioperi e assemblee nelle strutture sanitarie, nelle aziende, nelle università e nelle scuole grazie alla copertura sindacale per 24 h, nei settori pubblico e privato, di Cgil Flc e delle organizzazioni sindacali di base (Cobas, Usb, Slai, Cobas, Usi, Sgb). Se nel luogo di lavoro non ci sono le organizzazioni che hanno indetto lo sciopero e se non siete iscritte a un sindacato, è possibile scioperare. Questo il Vademecum. Ci si vede in piazza!
Cibo e cacca, Cacao trash
Ha aperto a Toronto in Canada il Poop Cafè, il primo (e speriamo ultimo) ristorante a tema "Cacca" del mondo occidentale. 
Potete sedervi direttamente sopra un water, ammirare i cuscini a forma di cacca e gustare pietanze rigorosamente marroni. Inoltre come piatto può anche capitare di avere dei piccoli orinatoi di ceramica o cessetti di plastica.
L’ideatrice è una ragazza coreana “E’ divertente mettere il cibo e la cacca insieme. E’ un confronto inusuale ma che andava fatto”.
Se lo dice lei…
(Fonte: Il Fatto Quotidiano)
Il ladro maldestro (e malsinistro!)
Bra, Cuneo: ruba strumenti musicali e computer portatili dalla scuola media "Piumati-Craveri", non lo avrebbero mai arrestato se non avesse perso il cellulare a terra durante il colpo.
(Fonte: Torino.repubblica.it)
Il ladro di trote
Arrestato tra Varmo e Codroipo, provincia di Udine, un uomo colto in flagrante mentre rubava 80 kg di trote da un allevamento ittico della zona.
Nonostante abbia invocato l'uso personale è stato arrestato.
(Fonte: IlGazzettino.it)
Io sono piccola
In accordo col sindaco Pirozzi, un “piccolo” progetto musicale sta cercando di finanziare la costruzione e il mantenimento di una ludoteca per i bambini di Amatrice.
Possiamo aiutare postando nei nostri social il video che potete vedere qui, scaricandolo da ITunes e iniziare a ballare!
(segnalato da Valeria Biotti, grazie!)
Una cattiva idea
Darrell Hamilton aveva preparato tutto con cura. Aveva affittato un aereo e con quello avrebbe sorvolato la cittadina di Reedley in California e avrebbe chiesto alla sua amata di sposarlo.
Tutto bene e molto romantico se non fosse che Darrel ha scoperto di soffrire di mal d’aereo. Appena fatta la proposta non ha neanche aspettato la risposta e ha vomitato l’anima.
Lei ha divorziato prima ancora di sposarlo.
Scherziamo, ha detto di sì, perché l’amore è amore…
(Fonte: Ansa.it)
Le nuove frontiere di Ikea
Ikea ha deciso che fabbricherà mobili che si assembleranno a incastro. Questo semplificherà il montaggio e ridurrà l’impatto ambientale per l'assenza di accessori.
E’ la fine della brugola!
(Fonte: Repubblica)
La rendita verde
L'economia della cannabis cresce negli Stati Uniti a ritmi stupefacenti, grazie alla legalizzazione terapeutica nella metà degli Stati, e di quella ludica in otto, tanto che il fondo d'investimento australiano Tribeca Global Natural Resources, che investe in società americane del settore, quest'anno ha registrato un più 145%. Un settore da 6,7 miliardi, la cui crescita è stimata a 50 miliardi entro il 2026. Una terapia per l'economia!
(Fonte: Repubblica, segnalata da Davide Calabria, grazie!)
La chiesa fotovoltaica
Sorgerà a Salerno grazie a un finanziamento della Cei di 4,5 milioni di euro una chiesa che userà la pittura fotovoltaica per produrre energia e assorbire lo smog e che sarà dotata di un cappotto supercoibentante.
"Su 11 mila metri quadrati di terreno solo mille verranno coperti dalla nuova struttura, il resto sarà destinato a una piazza botanica che resterà aperta 24 ore su 24: ulivi, cipressi e un gruppo di palme prenderanno il posto del parcheggio asfaltato che attualmente occupa l’area", spiega Luigi Centola, l’architetto che ha ideato il progetto.
Perché anche Dio è ecologista.
(Fonte: Corriere)
Strumenti musicali al Piraghetto
E’ un progetto ideato da Alfonso Zilli che ad Alcatraz conduce dei laboratori musicali durante le vacanze bimbi-genitori.
In pratica si tratta di organizzare al parco Piraghetto di Mestre uno spazio in cui verranno installati gli strumenti musicali realizzati con materiali vari e di recupero.
Gli strumenti collocati in uno spazio aperto, potranno essere usati da tutti (la progettazione infatti terrà conto dei criteri di design for all) e verranno utilizzati per laboratori, concerti e per aiutare nell’integrazione con i migranti.
Potete vedere qui un video in cui si racconta il progetto e se volete aiutare Alfonso potete votare qui
Condivisioni felici
Mark Zuckerberg ha annunciato su Facebook che lui e la sua fidanzata aspettano un’altra bambina.
Nel post ha scritto che sono felici di “condividere” questa notizia.
E sennò che l’aveva inventato a fare Facebook?
Ho un coltello piantato in testa
E non era un modo di dire. Al largo dell’isola Cayman Brac, un istruttore di sub nel corso dell’immersione è stato avvicinato da uno squalo che aveva un coltello che spuntava dalla testa. Appena il sub lo ha liberato, lo squalo si è allontanato rapidamente.
Manco ha ringraziato, lo scostumato. Qui il video.
(Fonte: Repubblica)
Il tartaro nei denti dei Neanderthal
Rinoceronte lanoso, mufloni, funghi e varie piante. Questa la dieta dei Neanderthal secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Adelaide, Australia, che hanno analizzato il tartaro nei denti di alcuni scheletri.
Il rinoceronte lanoso in salsa di funghi era delizioso, soprattutto se si toglieva la lana.
(Fonte: Il Post)
La bimba senza paura
E’ una nuova statua installata l’8 marzo a Wall Street e rappresenta una bimba con le mani sui fianchi che guarda con aria di sfida il famoso toro.
La statua si intitola “Fearless Girl”, bambina senza paura, ed è stata realizzata dalla società pubblicitaria McCann su commissione della società di investimenti State Street Global Advisors (SSGA) per la Festa della donna. L’iniziativa fa anche parte della campagna di SSGA per invitare più aziende ad affidare cariche importanti alle donne.
Il toro sembra impressionato.
(Fonte: Ansa)
Il viale delle Giuste
Domenica 12 marzo sarà inaugurato il Viale delle Giuste che sorgerà all’interno del Parco Museo di Alcatraz in un percorso di circa 1500 metri lungo il quale saranno esposte le sculture di 40 donne meritevoli del titolo di Giuste. Un progetto nato dalla collaborazione tra il Liceo "Maffeo Vegio" di Lodi, la Libera Università di Alcatraz e l'Associazione Toponomastica Femminile.
Il Viale delle Giuste sarà dedicato a Franca Rame, Giusta fra le Giuste, che ha trascorso la sua vita a raccontare le storie di chi subiva ingiustizie e a dare voce alle donne di tutto il mondo attraverso i suoi spettacoli. Sono invitati all'inaugurazione gli studenti, le famiglie, gli insegnanti, gli artisti che vorranno proporre la propria opera da dedicare alle Giuste e tutti i curiosi e gli interessati a questa iniziativa!
Per informazioni: info@alcatraz.it e 075.9229938
i corsi di alcatraz
10/12 marzo
LE DEE DENTRO LA DONNA - Gruppo di riflessione e crescita personale con Maria Erica Galaverna ed Antonella Zanotti
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10/12 marzo
IN CUCINA CON ANGELA con Angela Labellarte
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10/12 marzo
CORSO DI TAI CHI SHIATSU E STRUMENTI DEL BENESSERE con Angelo Airaghi
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17/19 marzo
LABORATORIO DEL BOSCO con Antonella Zanotti
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31 marzo/2 aprile
CORSO DI TAI CHI SHIATSU E STRUMENTI DEL BENESSERE con Angelo Airaghi
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31 marzo/2 aprile
IN CUCINA CON ANGELA con Angela Labellarte
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7/9 aprile
LABORATORIO DEL BOSCO con Antonella Zanotti
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7/9 aprile
CORSO "LE VOCI DELL'ANIMA" con Laura Pierantoni
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14/17 aprile
PASQUA AD ALCATRAZ con lo Yoga Demenziale di Jacopo Fo e lo staff di Alcatraz
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22/23 aprile
CORSO DI BASIC WATSU con Roberto Tordoni
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21/25 aprile
CORSO DI YOGA DEMENZIALE con Jacopo Fo e i suoi collaboratori
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24/25 aprile
WATSU TRANSITION FLOW Primo modulo
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28 aprile/1 maggio
YOGA DEMENZIALE con Jacopo Fo e i suoi collaboratori
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30 aprile/1 maggio
WATSU TRANSITION FLOW Secondo modulo
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2/10 maggio
FUGA AD ALCATRAZ con il dott. Franco Berrino e Jacopo Fo
Clicca qui per il calendario completo dei corsi di Alcatraz Prenota allo 075.9229938/11 email: info@alcatraz.it
link consigliati
Aut. Trib. di Perugia n° 634
del 21/06/1982
Direttore responsabile:
Severino Cesari
Direttore: Jacopo Fo
Anno XI
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