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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 24/2017
domenica 16 luglio
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Da Lo Zen e l'arte di Scopare a Guarire Ridendo, fino alle ultime pubblicazioni.
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 Il potere della creatività
Il potere della creatività
Intervento di Jacopo Fo ad Alcatraz, in occasione dell’incontro con un gruppo di psicologi – Prima parte

Domanda:
In che modo la tua creatività ti ha permesso di “evadere” da Alcatraz?

Jacopo: Ho spesso occasione di sottolineare la mia enorme fortuna: quella di essere vissuto in una famiglia molto creativa! Mi ritrovo così a fare lavori che, se non mi pagassero per farli, sarei io stesso a pagare per poterli realizzare… e questo per me è un obiettivo che ho cominciato ad apprendere già nella primissima infanzia, con modalità che mi hanno sempre motivato moltissimo.
I miei lavoravano davvero tanto, e avevo difficoltà ad avere la loro attenzione: ma avevo scoperto che quando disegnavo mio padre smetteva di fare qualunque cosa e si metteva a disegnare con me. Mi sembrava – e lo era! - un potere enorme, che, grazie al fatto che fin da quando avevo 3 o 4 anni era lo strumento con cui riuscivo ad avere l'attenzione di mio padre, ha fatto nascere in me la passione per il disegno. 
Mio padre non mi ha mai dato lezioni di arte, ho imparato guardandolo, penso anche attraverso i neuroni a specchio: il livello di “immersione” che avevano mio padre e mia madre quando facevano arte era totale.
Sotto questo punto di vista l'arte è un mezzo potentissimo, che nella nostra cultura è davvero sottovalutato. Ricordo mia madre nell'ultimo periodo della sua vita: era incredibile! Ad Alcatraz si organizzavano corsi di teatro ai quali partecipavano anche 100 ragazzi; mia madre era avvilita, stanca e depressa e si può dire che vivesse faticosamente la sua età, eppure quando iniziava a fare la lezione del suo corso lasciava tutti sconvolti: le cambiava la faccia, era come se facesse un lifting istantaneo, una roba da transmutazione! Questo cambiamento su una persona di ottantatré anni è immediatamente visibile e ne erano tutti stupiti, quasi fosse in preda a una possessione demoniaca!
Sempre a proposito della forza dell’arte: gli attori hanno una medicina che gli altri non possono prendere...
Vi racconto un aneddoto: Enzo Jannacci, oltre a essere un grande cantante, era un bravissimo cardiochirurgo, e una persona molto generosa: insomma, un grandissimo medico e un grandissimo uomo nelle relazioni con i malati.
Faccio una premessa: in teatro vige una regola ferrea, se c’è il pubblico non puoi non recitare, cioè se sei vivo devi salire sul palcoscenico, sei giustificato solo se sei morto.
Quando un attore era quasi morto ma doveva andare in scena si telefonava a Jannacci che dava il famoso “beverone Jannacci”, un cocktail fatto con un mix pazzesco inventato da lui, corrispondente a una super dose di cocaina, fatto però con aspirina, lassativo, vitamina c, whisky, due uova, ecc ...
Una volta Paolo Rossi era malatissimo - questa me l’ha raccontata proprio lui in persona – e gli danno questo “beverone Jannacci”: sale in scena, fa tutto lo spettacolo come se non fosse sembrato morto solo un attimo prima di entrare in scena, solo che finito lo spettacolo non riesce a smettere, per cui continua a raccontare altre cose della sua vita, altri aneddoti di quando era piccolo. Alla fine quelli del teatro gli dicono “Chiuso, eh” e lui si mette sui gradini davanti al teatro e continua... alla fine hanno dovuto ricoverarlo, fargli un'anestesia totale…  E’ che Enzo Jannacci non aveva ragionato sul fatto che a Paolo Rossi, essendo piccolo, sarebbe bastata mezza dose...
Sempre parlando di creatività c’è un’altra osservazione di fare. Ora, la recitazione non è un'attività razionale e c'è un rapporto molto strano tra quella che potremmo chiamare “mente scimmia” e il recitare. Faccio un esempio: può capitare di perdere il filo… attenzione, il filo dell'irrazionale… succede se ci si mette a pensare a quello che si sta facendo. E qui si corre un rischio pazzesco, quello di non ricordare più nulla. In pratica, se tu mentre reciti ti dici: “Ma che? sto recitando?!?”, si attiva la mente razionale che non è capace di ricordare le cose.
Quando questo accade in una commedia in cui ci sono più attori non è un grosso problema perché l'altro attore vede l'occhio perso e butta lì la battuta: “Siamo nel commissariato e allora lei, giornalista, cosa mi vuol dire?!” E tu capisci: “Ah cavolo, sono un giornalista, devo fare una domanda!”.
Quando si sta recitando un monologo è un disastro perché non c'è nessuno che può venire in soccorso.
A queste momentanee amnesie mia mamma aveva trovato una soluzione. Aveva dei fogli dove c'erano i titoli dei vari pezzi del monologo, una specie di scaletta.
Però c'è un problema: quando stai recitando, non riesci a leggere le parole, perché sei completamente nella mente non razionale che non è capace di leggere. Allora mia madre aveva pensato di mettere intorno alle parole degli aloni gialli, rossi, verdi, cioè di trasformare le parole in ideogrammi. In quel modo riusciva a leggerli.
Io e mio padre, amando il disegno, abbiamo trasformato questo metodo creando anche delle specie di fumetti, per cui nel foglio c’erano una serie di ideogrammi poi la raffigurazione di un omino che ricordava un movimento, oppure un oggetto, eccetera…
Mia madre è sempre stata la vera scienziata della famiglia.
La caratteristica del teatro epico - così come mio padre chiamava il teatro della narrazione in cui si raccontano storie - è che si interagisce con il pubblico: il pubblico, cioè, non è passivo e non guarda la rappresentazione come se la vedesse dal buco della serratura. No, in questo tipo di teatro l’attore parla con gli spettatori e così si crea l'improvvisazione.
L’esempio classico è lo spettatore che dice una frase, oppure se accade un incidente. L’attore, in questo caso, non fa finta di niente ma improvvisa una frase, una battuta. Il testo risulta così soltanto una specie di canovaccio, sul quale l’attore può fare quello che vuole.
Quanto agli spettacoli di mio padre, non si sapeva mai a che ora finissero perché se gli veniva in mente un'idea iniziava a fare un pezzo e invece di terminare alle 23 magari andava avanti fino alle 23 e 30 … 
Dove sta in questo caso il problema? Che poi non si è in grado di ricordare che cosa è stato detto durante l'improvvisazione! Qui si vede proprio bene la separazione tra il “cervello scimmia” e il cervello razionale: ciò che si fa con il “cervello scimmia” poi non ce lo ricordiamo.
E mia madre trovò la soluzione anche a questo problema: tutte le sere registrava lo spettacolo in modo che tutti i pezzi improvvisati poi potessero essere trascritti, annotati e memorizzati razionalmente. Altrimenti, pensate se a una battuta improvvisata tutti avessero riso come dei pazzi, e poi nessuno avesse saputo ricordare cosa era stato detto e non lo ricordasse neppure chi l’aveva fatta…!
Questa esperienza sicuramente l'avete fatta anche voi: succede ad esempio quando la mattina si resta a letto a poltrire e ogni tanto si fanno sogni e pensieri nel dormiveglia; e poi, quando si è proprio svegli svegli, non ce li ricordiamo. E magari dopo due o tre settimane ci si ritrova in quella situazione e ci si ricorda che avevamo pensato a quella cosa lì … e poi la si ridimentica!
E' straordinario... sono come due cervelli che vanno avanti in parallelo.
Per cui per me l'arte è stata proprio un mezzo di evasione reale: quando fai arte, come quando balli, quando canti, quando giochi con un bambino, quando fai l'amore… qualunque cosa che ti emoziona ha questa caratteristica: di portarti in un'altra dimensione della mente. (...)
(Continua)
Roma: la falegnameria sociale K_Alma
Inaugurata poco più di due mesi fa a Roma, quartiere Testaccio, la falegnameria sociale K_Alma è uno straordinario esempio di integrazione e inclusione sociale dei migranti attraverso il lavoro di falegnameria.
Recentemente si sono occupati di allestire gli arredi del parco pubblico della Garbatella, dove si tiene l’annuale Festa dell'Altra Estate.
Qui un bellissimo video di Repubblica
La pagina Facebook di K_Alma
Non è vero che tutto va peggio
Buone notizie che (forse) non sai
“Tra il 1985 e oggi i casi di lebbra registrati nel mondo sono calati del 97% e l’obiettivo mondiale è di evitare che chiunque rimanga deformato dalla malattia entro il 2020.”
“Negli ultimi 30 anni la vita di più di 100 milioni di bambini è stata salvata dalle vaccinazioni e dalle migliori cure mediche a cui hanno avuto accesso.”
“Per gran parte della storia, circa il 90 per cento della popolazione ha vissuto con meno dell’equivalente odierno di due dollari al giorno, cioè la soglia della “povertà assoluta” stabilita dalle convenzioni internazionali. Oggi questa percentuale è scesa al dieci per cento.”
“Ogni singolo giorno, 250mila persone escono dalla povertà assoluta, altre 300mila ottengono per la prima volta accesso all’elettricità e 285mila ad acqua pulita e potabile.”
“I morti in guerra non sono mai stati così pochi. Sono meno che negli anni Novanta, che negli anni Cinquanta, per non parlare di quanti erano negli anni Trenta e Quaranta.”
Tutte affermazioni di Nicholas Kristof, giornalista e opinionista del New York Times, secondo cui il 2017 è l’anno migliore nella storia dell’umanità e stiamo vivendo l’epoca più pacifica di sempre.
“La storia più importante nel mondo di oggi non è il presidente Trump o il terrorismo. È piuttosto l’incredibile risultato che abbiamo ottenuto nella lotta alla povertà, all’analfabetismo e alla malattia. La forza più grande sono quei bambini di 12 anni che non hanno mai contratto la lebbra e che invece sono potuti andare a scuola”.
Link di approfondimento e altre informazioni nell’articolo originale di Kristof.
Se le buone notizie non ce le dà uno che si chiama Kristof, chi ce le dà?!?
(Fonte: IlPost.it)
Gravity Light, illuminazione gratis grazie alla gravità
Il progetto è nato tra il 2012 e il 2013 grazie all’idea di due “inventori” inglesi, Jim Reeves e Martin Riddiford che hanno messo a punto un sistema di illuminazione domestico basato sulla gravità (il sistema è molto simile a quello dell’orologio a pendolo).
Si “carica” il dispositivo con 9 kg di peso e si ha luce gratis (una lampadina a led) per 30 minuti. Niente batterie, nessun bisogno di corrente. Quando il peso arriva fine corsa basta riportarlo su e si ha di nuovo luce. Geniale!
Costo al pubblico (viene venduta in Kenya): 20 euro circa.
gravitylight.org
VIDEO
Nuovo record
Elisa Tomellini, pianista e alpinista genovese, ha suonato il pianoforte a quota 4.460 metri sul ghiacciaio del Colle Gnifetti, nel massiccio del Monte Rosa.
E’ il concerto per pianoforte più alto del mondo!
"Avevo molto freddo alle mani - racconta la Tomellini - ma non ci pensavo e muovevo le braccia. Il piano era un ghiacciolo. Devo dire che sono riuscita anche a ispirarmi e a commuovermi come sempre. Ma non mi lamenterò mai più, in nessuna sala da concerto, se non è abbastanza calda".
Liuzhou Forest City, la città foresta
Affascinante vero? Il progetto della prima città-foresta del mondo verrà realizzato in Cina ma l’idea è italiana, dello studio di Architettura di Stefano Boeri.
La Liuzhou Forest City sorgerà nella provincia dello Guangxi, sarà completamente autosufficiente dal punto di vista energetico grazie a solare e geotermico, avrà un’estensione di 175 ettari e potrà ospitare fino a 30mila persone fornendo tutti i servi necessari, fino alla ferrovia elettrica.
Caratteristica principale: gli alberi. Tutti gli edifici saranno ricoperti da centinaia di piante e alberi di ogni specie, in grado di assorbire CO2, ridurre la temperatura media e aumentare la biodiversità.
Scrive Corriere.it: “Una sorta di giardino dell’Eden in cui creare un mondo nuovo, dove rinvigorire il rapporto tra uomo e natura senza fare passi indietro nello sviluppo delle tecnologie ma compiendone anzi uno importante verso la sostenibilità ambientale.”
Non ti vedo!
“Questa è una rapina!” così ha detto Luca Menerella, 40 anni di Torino, entrando nella filiale di Intesa San Paolo a Lombriasco e armato di pistola ha chiesto di entrare nella zona cassa. L’impiegata con tutta calma ha risposto che non poteva aprire e poi ha ripreso il suo lavoro in totale tranquillità.
Il rapinatore ha insistito un po’ e poi se n’è andato, sconsolato. Ed è stato anche arrestato.
Gran brutta giornata.
(Fonte: Repubblica)
Un impianto fotovoltaico Panda
Il Panda power plant a Datong, situato nel nordest della Cina, è un impianto fotovoltaico con una capacità totale installata di 50 megawatt a forma di panda gigante. Le parti nere come le orecchie e le braccia, sono costituite da celle solari di silicio monocristallino mentre la pancia e la faccia grigia e bianca sono composte da celle solari a film sottile.
La Cina è oggi il più grande produttore di energia solare al mondo.
(Fonte: Lifegate)
Un unicorno sui Monti Sibillini
Si tratta di un capriolo che ha un unico corno in mezzo alla fronte (vi aspettavate la classica immagine dell’unicorno bianco dal corpo di cavallo?!?) L’animale ha circa un anno ed è stato fotografato nelle vicinanze della Grotta della Sibilla, un luogo magico che ospitava straordinarie creature.
Ora si attende l’arrivo di Harry Potter.
(Fonte: Greenme)
La balena bianca sta bene
Si chiama Migaloo e ogni anno dal 1991 viene avvistata mentre migra verso l’Antartide. E’ un esemplare maschio di circa 40 anni lungo 14 metri.
Ha salutato con uno spruzzo i fotografi e ha continuato a nuotare per i fatti suoi.
Dietro arrancava il capitano Acab.
Il selfie più costoso del mondo
Voleva scattarsi un selfie in una delle stanze della galleria di Los Angeles dove era ospitata un’installazione dell’artista inglese Simon Birch. Un passo indietro, un altro… ed è andata a sbattere su una delle colonne con successivo effetto domino che ha abbattuto altre dieci colonne. 200mila dollari di danni e l’obbligo di buttare via lo smartphone. 
(Fonte: Repubblica)
La tomba degli antichi
Gli archeologi dell'Università di Reading hanno annunciato di aver scoperto nell'area di Stonehenge quella che potrebbe essere una "casa dei morti" risalente a più di 5mila anni fa in grado di ospitare i resti dei predecessori di coloro che hanno realizzato il misterioso sito inglese. Si tratta di tumuli rinvenuti nel "Cat's Brain", nella valle di Pewsey, Wiltshire.
La leggenda racconta che il primo cerchio sia stato costruito da Merlino stesso che avrebbe trasportato lì le grosse pietre.
Anacleto sta ancora ridendo.
(Fonte: Ansa)
L'ESTATE 2017 AD ALCATRAZ
Sconto del 10% per chi prenota entro il 15 luglio - Valido per prenotazioni dal 19 agosto al 2 settembre
Una vacanza naturalizzante arricchita da happening creativi multidisciplinari:
12 - 19 agosto / 19 - 26 agosto / 26 agosto - 2 settembre
Tre settimane dedicate al benessere, al relax, al divertimento e al buon cibo. Lezioni di Tai Chi per iniziare la giornata, passeggiate, laboratori di pittura, musica e danze, incontri pomeridiani nella piscina coperta, riscaldata a 34°, dove ci si potrà regalare una lezione di watsu (un trattamento di riequilibrio psico-fisico che unisce i benefici di un’antica forma di massaggio curativo orientale con le virtù dell’acqua calda), divertimento e giochi nella piscina estiva e la sera, musica o spettacoli teatrali per concludere la giornata.
Qui sulle colline umbre, tra bosco, sentieri, prati e piscine. L'alternativa genuina al villaggio organizzato!
Ogni giorno sarà possibile partecipare alle attività proposte scegliendo in piena libertà!
PER MAGGIORI INFORMAZIONI CLICCA QUI
i corsi di alcatraz
22/29 luglio
2° FESTIVAL "MIRROR ART THERAPY" (Settimana di musica con tantissimi ospiti)
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29/30 luglio
CORSO DI BASIC WATSU
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5/12 agosto
IN VACANZA GIOCHIAMO INSIEME: GIOCHIAMO A SUONARE & NATURA, SCIENZA ED ECOLOGIA (bimbi 3-15 anni)
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5/12 agosto
VACANZE ESTIVE AD ALCATRAZ
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12/19 agosto
FERRAGOSTO AD ALCATRAZ con YOGA DEMENZIALE di Jacopo Fo
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19/26 agosto
VACANZE ESTIVE AD ALCATRAZ Una vacanza naturalizzante arricchita da happening creativi multidisciplinari
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26 agosto/2 settembre
VACANZE ESTIVE AD ALCATRAZ Una vacanza naturalizzante arricchita da happening creativi multidisciplinari
Clicca qui per il calendario completo dei corsi di Alcatraz Prenota allo 075.9229938/11 email: info@alcatraz.it
link consigliati
Aut. Trib. di Perugia n° 634
del 21/06/1982
Direttore responsabile:
Severino Cesari
Direttore: Jacopo Fo
Anno XI
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