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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 21/2017
domenica 18 giugno
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Da Lo Zen e l'arte di Scopare a Guarire Ridendo, fino alle ultime pubblicazioni.
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 Appello ai matematici geometrici: mi aiuti a correggere un libro?
Appello ai matematici geometrici: mi aiuti a correggere un libro?
Dopo anni di ponderate ricerche ho finalmente finito un libretto su Pitagora, i taoisti e l’aritmetica geometrica.
In questo testo cerco di realizzare un’indagine di archeologia del pensiero e di scoprire perché la geometria divenne così importante per popolazioni ancora primitive, ben prima dei filosofi greci…
Ipotizzo che la passione per la magia dei numeri sia nata a partire da una serie di illusioni ottiche che è possibile produrre, ad esempio, intrecciando rami per costruire una capanna.
Ho lavorato a questo libro in modo discontinuo dal 1979… C’ho messo un po’... Adesso mi pare che abbia raggiunto una sua completezza ma prima di distribuirlo per il mondo vorrei avere l’aiuto di qualcuno che se ne intende di numeri, perché mi sono avventurato in un territorio che non padroneggio proprio.
Hai voglia di darmi una mano? Sono benvenute critiche, aggiunte, precisazioni e correzioni di qualunque tipo.
Se scrivi a elena chiocciola alcatraz punto it e ti inviamo il pdf.
Avrai una citazione nei ringraziamenti e la mia eterna gratitudine!
Intanto grazie per avermi letto fino a qui.
 Inanna, la Dea sumera censurata
Inanna, la Dea sumera censurata
di Jacopo Fo

Inanna seduce il Dio creatore, signore dell’acqua dolce, che dà vita e fertilità.
E quando egli è ebbro del vino invecchiato che lei gli ha offerto e della passione sensuale, si fa rivelare i 100 segreti della conoscenza, che poi regala agli esseri umani.
Inanna è una e trina. Lei è contemporaneamente 3 Dee.
Il suo amato, Dumuzi, viene ucciso e lei per riportarlo in vita scende nel mondo di sotto dove regna sua sorella Ereshkigal. Inanna si adorna di 7 ornamenti d’oro, perle e pietre preziose e scende nel mondo dei morti, superando 7 cancelli. Ma a ogni cancello deve rinunciare a uno dei 7 ornamenti.
Arriva quindi nuda al cospetto della sorella. Chi varca la soglia del mondo di sotto muore e dopo tre giorni resuscita.
Alla fine Inanna fa un patto con la sorella, il suo sposo Dumuzi starà per sei mesi nel mondo dei morti e per sei mesi nel mondo dei vivi, così che per la metà dell’anno le piante possano crescere e i frutti maturare.

Le storie di Inanna sono molteplici e per ognuna abbiamo diverse versioni. Questi racconti, all’origine di numerosissimi miti religiosi, sono un condensato di idee e simboli che sono le fondamenta dei miti umani. La sua epopea è tra le più antiche e complesse.
Eppure a scuola neppure te ne parlano.
Se il racconto di Inanna venisse letto a scuola in effetti avremmo dei problemi. Soprattutto laddove dice:

“Quanto a me, Inanna,
Chi arerà la mia vulva?
Chi arerà il mio alto campo?
Chi arerà il mio umido terreno?
Quanto a me, giovane donna,
Chi arerà la mia vulva?...”

Dumuzi rispose:
"Grande Signora, il re arerà la tua vulva.
Io, Dumuzi il Re, arerò la tua vulva."

Inanna disse:
"Ara dunque la mia vulva, o uomo del mio cuore!
Ara la mia vulva!"

In grembo al re si ergeva l'alto cedro…

Inanna cantò:
"Egli è germogliato: egli è fiorito;
E' lattuga seminata vicino all'acqua.
E' il beneamato del mio grembo…

Sempre mi reca dolcezza il mio uomo dolce come il miele,
Il mio uomo dolce come il miele.
Il mio signore, dolcezza degli dei,
E' lui il beneamato del mio grembo.
Miele è la sua mano, miele è il suo piede,
Sempre mi reca dolcezza…

Colui che impaziente, impetuoso, mi accarezza l'ombelico,
Colui che mi accarezza le morbide cosce,
E' lui il beneamato del mio grembo,
Egli è lattuga seminata vicino all'acqua."

5.500 anni fa già si parlava d’amore così!
Fantastico! Scommetto che se mi permettessero di fare una lezione su Inanna nei licei avrei tutta l’attenzione degli studenti…
Mi piace vincere facile… Poi probabilmente orde di genitori leghisti brucerebbero l’edificio scolastico e mi darebbero la caccia…

Oltre alla bellezza amorosa e alla complessità del mito di Inanna c’è un particolare che mi pare veramente importante dal punto di vista storico e che non ho trovato citato da nessuna parte, il che vuol dire che quantomeno è poco noto.

Per raccontare di che si tratta ho bisogno di fare una premessa.
Da decenni un gruppo minoritario di storici (per lo più donne, vedi Marija Gimbutas, Il linguaggio della Dea; Riane Eisler, Il piacere è sacro) sostiene, sulla base di notevoli prove archeologiche, che verso il 7000 a.C. lungo i grandi fiumi, in Egitto, Medio Oriente, India e Cina, si sviluppò una civiltà matriarcale di pescatori contadini.
Questi popoli scolpivano un gran numero di donne prosperose, falli, vagine e seni. Abitavano in villaggi senza mura e senza abitazioni regali.
Avevano case dotate di camini e cardini. Le loro sepolture non rivelano differenze di rango e le sepolture delle donne sono simili a quelle degli uomini. Grandi costruttori di canali, abili ceramisti, tessitori, falegnami e commercianti, inventarono una sorta di scrittura per immagini dedicata alla celebrazione della fertilità e non ci lasciarono nessuna immagine che celebrasse guerre o abilità guerriere. Popolazioni pacifiche che traevano la loro forza dalla capacità di collaborare per sfruttare al massimo la fertilità dei terreni che lo straripare periodico dei fiumi offriva, realizzando grandi opere collettive per irreggimentare le piene e imponenti costruzioni sopraelevate per tenere al sicuro le sementi. Questa civiltà viene comunemente chiamata matriarcale, ma molti storici oggi preferiscono il termine “collaborativa” (partnership) perché nella parola “matriarcale” si ravvisa il contrario di una società patriarcale, quindi dominata dalla femmina anziché dal maschio. Queste società ittico-agricole erano invece paritarie.

Nello stesso periodo, nelle steppe euroasiatiche si sviluppava una civiltà di allevatori nomadi. La condizione del pastore, ben diversa da quella del pescatore contadino, induce alla competizione. Da subito i pastori devono contrastare le belve che attaccano le greggi. Il bravo allevatore uccide il leone, quello meno abile perde tutto il gregge. Presso questi popoli le arti militari sono quindi fondamentali. Il valore del singolo pastore/guerriero è al centro della loro economia. Si sviluppa quindi l’individualismo e ben presto oltre agli animali feroci, i pastori devono fronteggiare predatori umani. Rapinare le greggi è più facile che rapinare i raccolti perché le pecore camminano da sole. Nasce così la proprietà individuale degli armenti e ben presto i maschi reclamano la proprietà anche sulle donne. Nasce il mito della verginità. Uomini più abili di altri diventano re e generali.
Il livello di violenza dentro i villaggi e con i vicini aumenta, alcuni si costruiscono armi più evolute e riescono a dominare vasti territori. La rapina e lo schiavismo diventano fonti economiche primarie. Quando alcuni riescono a costruire archi abbastanza potenti da uccidere un uomo da una certa distanza e quando riescono a domare i cavalli, iniziano ad attaccare le ricche e ben più evolute popolazioni delle grandi pianure.
Ed è questo il momento storico nel quale iniziano guerre su vasta scala. I popoli matriarcali resistono ma alla fine soccombono. A volte fuggono verso territori impervi pur di mantenere la loro libertà, a volte vengono trasformati in servi o schiavi dei vincitori.
Contemporaneamente i guerrieri pastori restano ammaliati dalla cultura, dalla ricchezza, dalla tecnologia e dalle arti dei popoli vinti.
Inizia così un processo di fusione e assimilazione.

Le tracce di questo processo sono rinvenibili nei testi più antichi dell’umanità.

I miti di gran parte del mondo narrano di una Dea creatrice che viene spodestata da un Dio guerriero. E dopo le prime ondate migratorie dei pastori guerrieri altri arrivano e conquistano quei territori e allora i nuovi vincitori aggiungono nel Pantheon dei popoli vinti un nuovo Dio guerriero, più potente del precedente, che lo spodesta. Ad esempio, nel Pantheon greco dopo la Dea creatrice Gea si susseguono ben tre Divinità maschili, una dopo l’altra.
Sto scrivendo un libro che ricostruisce queste stratificazioni nelle narrazioni religiose, si trovano tracce ovunque, anche nella Bibbia…

La storia di Inanna è interessante perché evidentemente nasce presso le culture matriarcali, alle quali deve il suo impianto generale e la struttura narrativa, e viene poi cannibalizzata da racconti patriarcali successivi.
Ad esempio, nella più tarda epopea di Gilgamesh, Inanna (chiamata Ishtar) tenta di sedurre l’eroe che però la rifiuta perché sa che distrugge i suoi amanti. Qui abbiamo da una parte l’origine del racconto della donna demone, o strega, che usa la seduzione per distruggere e contaminare e pure il mito delle Mille e una Notte, dall’altro c’è il rovesciamento del valore di Inanna che da Dea centrale e positiva (ruba la conoscenza per donarla agli uomini e garantisce la continuazione della vita e la maturazione dei frutti sconfiggendo l’inverno) diventa una specie di demone distruttore che trasforma i suoi amanti in animali oppure li uccide.

Il disprezzo di Gilgamesh è totale:
“Tu saresti come un forno che non fa sciogliere il ghiaccio,
una porta sgangherata che non trattiene i venti e la pioggia;
un palazzo che schiaccia i propri guerrieri,
un elefante che strappa la sua bardatura,
pece che brucia l'uomo che la porta,
un otre che inzuppa l'uomo che lo porta,
calcare che fa crollare il muro di pietra,
un ariete che distrugge le postazioni nemiche,
una scarpa che morde il piede del suo portatore.
A quale dei tuoi amanti sei rimasta per sempre fedele?”
(Tavola 6, versetti da 1 a 114 (vedi qui pag 35)

Dopodiché, è il caso di notare, Gilgamesh parte e precedendo Ercole di parecchi secoli va a uccidere il Toro Celeste, simbolo della fertilità matriarcale che Ishtar offesa ha scatenato contro gli umani.
La stessa Dea passa da grande benefattrice dell’umanità a orribile megera.

Una parte dell’epopea di Inanna è particolarmente interessante perché mi pare scritta in epoca successiva alla prima sconfitta dei matriarcali, quando ancora la donna non è considerata inferiore e peccatrice e la cultura dei vinti è ancora forte e intatta.
I conquistatori hanno il potere ma sono odiati dai vinti che li considerano dei selvaggi, abili con le armi ma incivili e ignoranti. I vincitori si rendono conto della loro inferiorità culturale e adottano in parte i costumi dei pescatori agricoli.

In questo contesto si inserisce il dialogo tra Inanna e Dumuzi, il re pastore.
All’inizio del breve poema Inanna rifiuta il pastore, vuole sposare il contadino, dice Inanna:
“L'uomo del mio cuore maneggia la zappa.
L'agricoltore! Lui è l'uomo del mio cuore!
Raccoglie il grano in grandi mucchi.
Riempie puntualmente di grano i miei magazzini."
Interviene a questo punto Dumuzi:
“Dumuzi parlò:
"Perché parli dell'agricoltore?
Perché ne parli?
Se lui ti dà farina nera,
Io ti darò lana nera.
Se lui ti dà farina bianca,
Io ti darò farina bianca.
Se lui ti dà birra,
Io ti darò dolce latte.
Se lui ti dà il pane,
Io ti darò il formaggio con il miele.
All'agricoltore darò la panna che mi avanza.
All'agricoltore darò il latte che mi avanza.
Perché parli dell'agricoltore?
Ha forse lui più di quanto io non abbia?"

Alla fine Inanna accetta il pastore e la poesia diventa un cantico amoroso.
L’integrazione tra i due gruppi etnici è avviata.

E come la fotografia di un passaggio epocale, giunge a noi, 5500 anni dopo essere stata scritta. Una prova letteraria che rafforza l’ipotesi delle culture matriarcali dominanti nelle grandi pianure irrigue.

I millenni successivi sono la storia di altre invasioni, dopo i Sumeri conquistarono le terre solcate dal Tigri e dall’Eufrate, i Babilonesi, gli Assiri e gli Ittiti.

Ma ancora ai tempi di Erodoto erano vive alcune tradizioni matriarcali come quella secondo la quale una donna doveva accoppiarsi con uno straniero prima del matrimonio e a questo scopo si recava al tempio della Grande Madre/Ishtar/Inanna dove attendeva che un forestiero la scegliesse; questo costume era una forma atrofizzata dell’ospitalità sessuale praticata dai matriarcali allo scopo di arricchire il sangue del loro popolo.

Trovo estremamente affascinante cercare le tracce della scomparsa cultura matriarcale nella contaminazione di racconti e usanze.
Se vuoi leggere tutto il testo del poema di Inanna vai a Dialogo d’amore
La discesa di Inanna negli inferi la trovi invece qui
DA NON PERDERE!!!
30 giugno 2017, ore 20:30?
Mario Pirovano in “IL RUZZANTE” di Dario Fo?
presso La Cantina Pizzolato

?Via IV Novembre 12, Villorba, Treviso
?Info e prenotazioni su www.lacantinapizzolato.com
Il Ruzzante ritorna dopo la bellezza di 24 anni dalla prima messa in scena fatta da Dario Fo.
Dice Mario Pirovano: “Non vedo l'ora di rappresentare questo testo davanti al suo pubblico più naturale, quello Veneto, Ruzzante era di Padova.”
Aumentano le rinnovabili
Secondo il rapporto 2016 di Legambiente i Comuni che utilizzano energie rinnovabili sono passati dai 356 del 2005 ai 7.978 del 2016: in quasi tutti i municipi italiani è installato almeno un impianto e 40 Comuni sono al 100% rinnovabili, cioè utilizzano energia pulita per soddisfare sia le necessità elettriche che quelle termiche.
Sono 70mila le famiglie che ogni anno installano un impianto fotovoltaico.
Nell’anno che si è concluso sono stati installati 396 megawatt di fotovoltaico, 282 megawatt di eolico, 140 di geotermico, 513 di geotermia e 346 di mini idroelettrico. Le fonti rinnovabili hanno offerto una risposta a oltre un terzo (34,3%) dei consumi elettrici complessivi.
(Fonte: Ansa.it)
I cavalli si riconoscono allo specchio
Lo afferma uno studio di alcuni ricercatori dell’Università e del Museo di Storia Naturale di Pisa
"Al di fuori delle scimmie antropomorfe, la capacità di identificarsi con la propria immagine riflessa è stata finora dimostrata solamente in pochi animali" premette Paolo Baragli, ricercatore del Dipartimento di Scienze Veterinarie. E, con un esperimento la cui descrizione vi risparmiamo, pare, pare proprio che i cavalli si riconoscano allo specchio.
Questo dimostra la loro straordinaria intelligenza.
(Fonte: Repubblica.it)
Le buone università
Per la prima volta quattro università italiane entrano tra le prime 200 al mondo della classifica Qs world university rankings. La prima nella graduatoria è il Politecnico di Milano (170° posto), seguito dall'Università di Bologna (188°). La Toscana ha ben due presenze, e cioè la Scuola superiore Sant'Anna e della Normale di Pisa, appaiate al 192° posto.
Al primo posto il Massachusetts Institute of Technology (Mit).
WhatsApp, possiamo ripensarci
Capita di mandare un messaggio e poi pentirsene immediatamente dopo. Ora si può: nella sua ultima versione WhatsApp ha inserito una funzione che permette di cancellare il messaggio entro cinque minuti. Un bel sollievo specie se nell’inviare il messaggio si è sbagliato destinatario. Sempre che la persona non abbia ancora visualizzato il messaggio, sennò ciccia.
(Fonte: Repubblica.it)
Monumento vivente
Il primo monumento verde nella storia d’Italia è la Quercia delle Checche in Val d’Orcia, in provincia di Siena. La pianta è stata messa sotto tutela dal Ministero dei Beni Culturali dopo che tre anni fa fu gravemente danneggiata da un gruppo di turisti.
La signora ha 370 anni, una giovincella che va protetta.
(Fonte: Ansa.it)
La tartaruga Penelope torna al mare
Una tartaruga Carretta Carretta lunga 60 centimetri per 30 chili di peso è stata rimessa in mare a Santa Severa dopo essere stata curata per una infezione polmonare. Era stata soccorsa il 14 maggio nel golfo di Gaeta da un diportista.
Buon viaggio!
Vorrei scusarmi per la condotta posta in essere all’epoca dei fatti
Un pensionato di Cassola, Lorenzo Alberton, ha ricevuto una lettera di scuse dal tizio che il 16 marzo 1981, a Bassano del Grappa, gli aveva rubato l’autoradio.
“Per quell’episodio sono stato prima arrestato, - si legge nella missiva - poi condannato alla pena di mesi tre di reclusione e al pagamento di 30 mila lire di multa, oltre al pagamento delle spese processuali.
Vorrei pertanto scusarmi per la condotta posta in essere all’epoca dei fatti e sono pronto, quale piccola azione riparatoria, a corrispondere una somma pari a euro 100”.
La lettera è firmata e ora Alberton spera di riuscire a mettersi in contatto con l’uomo per conoscerlo. E magari riavere l’autoradio…
(Fonte: Corrieredelveneto.corriere.it)
Corri Forrest, corri!
Gara podistica tra i boschi di Colorado Spring, in Colorado, all’improvviso tra i corridori spunta un orso. L’hanno lasciato vincere.
Le foto.
A tutta Caretta Caretta
Un grosso nido di tartarughe Caretta Caretta, uno dei nostri animali preferiti, è stato scoperto sulla spiaggia di Eboli, nel Cilento. Contiene 75 uova ed è il primo nido della stagione 2017. Verrà sorvegliato dall’Esercito.
Kenya: un concorso di bellezza per albini
Nel 2015 in Africa sono stati registrati 448 episodi di violenza contro ragazze e ragazzi albini che in molti Paesi vengono perseguitati, emarginati dalla società o uccisi.
Per combattere i pregiudizi l’Albinism Society of Kenya ha organizzato il primo concorso mondiale di bellezza per albini.
Su Internazionale.it il video.
The man who stopped the desert
Yacouba Sawadogo (o Savadogo), agricoltore del Burkina Faso, Africa subsahariana, ha vinto il premio Farmers Friend 2017.
Forse avete già sentito parlare di lui: a metà anni ‘70, durante una gravissima siccità in Burkina Faso, mentre molti giovani lasciavano case e campi, Yacouba Sawadogo, decide di provare a recuperare terreni ormai desertici migliorando l’antica tecnica delle fosse Zai, buche scavate nella stagione secca per trattenere le acque piovane e favorirne l’assorbimento nel terreno.
Yacouba riempie le buche con foglie, escrementi animali e altri concimi che favoriscano la nascita di piante. Costruisce muretti in pietra per trattenere l’acqua.
Le tecniche funzionano e negli anni Yacouba, assistito da un altro agricoltore, Mathieu Ouédraogo, e da 17 figli e 40 nipoti, riesce a creare una vera e propria foresta di 50 acri, visibile dal satellite.
Il governo gliene ha espropriata una parte, tagliando gli alberi e costruendo case ma Yacouba non si è arreso. Ha intentato una battaglia legale ma soprattutto non ha mai smesso di far crescere nuove piante.
Non chiedetegli quanti anni ha… non lo sa. Nel 2016 disse 70, contando i raccolti a cui si ricordava di aver partecipato.
E’ protagonista del film documentario The Man Who Stopped the Desert, realizzato dalla 1080 Films nel 2010 e vincitore di 7 premi cinematografici. Qui il trailer.
E la storia di Jadav Payeng, indiano, detto Forest Man, la conoscete? Per salvare la sua isola natale (Majuli Island, in India) ha piantato una foresta più grande di Central Park a New York.
Salve, sono il Principe del Montenegro
Fingendosi il Principe del Montenegro, un 57enne di Torino è riuscito a scroccare un soggiorno in un relais extralusso a Fasano, in Puglia, dal 25 al 31 luglio 2016.
Scattate le indagini le autorità hanno scoperto che da anni Stefan Cernetic, così si faceva chiamare, sempre accompagnato dal fido e finto ambasciatore, pare un pregiudicato di Avellino, distribuiva onorificenze, medaglie e titoli nobiliari a destra e sinistra, in tutta Europa.
Un genio!
Fra le sue vittime ci sarebbero Pamela Anderson, insignita del falso titolo di contessa, il sindaco di Monopoli ma anche alti prelati, manager e politici.
I due sono ricercati dopo la segnalazione del resort di Fasano, che rivolgendosi all’ambasciata macedone per avere il rimborso del soggiorno del principe ha scoperto la truffa.
(Fonte: Bari.Repubblica.it)
Freddure (che fa caldo!)
- Per la prima volta in Italia applicati GPS a 8 giovani. Di aquila. L’animale.
(Fonte: Wwf )

- Brianza, in oratorio con il badge: così il microchip aiuta a tenere sotto controllo i bambini.
Ah, ecco!

- Usa, Trump blocca Stephen King su Twitter
Lo scrittore: “Potrei uccidermi.”

(Fonte: Repubblica)
Oggi è la giornata mondiale delle tartarughe
Auguri a tutte le Carretta-Carretta che sono tornate a nidificare sulle nostre coste.
Il leone nel pickup
E’ accaduto in Pakistan, ma non nella giungla: per le strade di Karachi si è visto un pickup con sopra un leone al dire il vero molto tranquillo, quasi annoiato.
La gita ha creato un comprensibile sgomento tra gli automobilisti che hanno chiamato la polizia. Il proprietario del felino è stato arrestato. Si è giustificato dicendo che lo stava portando a casa dopo una visita dal veterinario. E’ ancora vivo, il veterinario. VIDEO
Niente esami, c’è Vasco
Probabilmente il primo luglio, sabato, niente orali degli esami di maturità in occasione del concerto di Vasco Rossi. L'amministrazione modenese, come si legge in una nota, sembra abbia accolto il parere consultivo di presidi e presidenti di commissione. Ora si attende la conferma con un ordinanza del prefetto o del sindaco, per poi  programmare il calendario degli orali saltando la giornata di sabato.
D’altra parte è Vasco… mica pizza e fichi.
i corsi di alcatraz
16/18 giugno
CORSO "LE VOCI DELL'ANIMA" con Laura Pierantoni
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16/18 giugno
IN CUCINA CON ANGELA LABELLARTE
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23/25 giugno
YOGA DEMENZIALE E MASSAGGIO THAILANDESE con Gisella Manganelli e Jacopo Fo
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23/25 giugno
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7/9 luglio
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5/12 agosto
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5/12 agosto
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26 agosto/2 settembre
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Aut. Trib. di Perugia n° 634
del 21/06/1982
Direttore responsabile:
Severino Cesari
Direttore: Jacopo Fo
Anno XI
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