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Cacao - il quotidiano delle buone notizie comiche
nr. 13/2017
domenica 23 aprile
DI SIMONE CANOVA, JACOPO FO, GABRIELLA CANOVA E MARIA CRISTINA DALBOSCO
Da Lo Zen e l'arte di Scopare a Guarire Ridendo, fino alle ultime pubblicazioni.
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 Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia
Dario Fo e Franca Rame: la nostra storia
Puntata 8 (lunedì 24 aprile 2017, ore 21:15, Rai 5
Ci ragiono e canto

Sono gli anni 60, un periodo che vede la nascita di nuovi stili e la riscoperta della tradizione popolare.
Il Nuovo Canzoniere porta in scena “Bella Ciao” un recital di canti popolari che avrà un enorme successo e scatenerà un inferno di critiche.
Dario e Franca ne rimangono affascinati e decidono di organizzare uno spettacolo in cui alla musica popolare si unisce anche il gesto del lavoro.
Nasce così “Ci ragiono e canto” e sono i contadini, le mondine, i pastori a salire sul palcoscenico. Scrive un quotidiano dell’epoca: “Autentici cantastorie si avvicendano ai professionisti”.
La puntata racconta questa straordinaria esperienza e ne parlano due tra le protagoniste: Giovanna Marini e Ivana Monti.
 Il Teatro Fa bene raccontato da Jacopo Fo – Parte prima
Il Teatro Fa bene raccontato da Jacopo Fo – Parte prima
Il progetto de “Il Teatro Fa Bene”, nato nel 2015 in collaborazione con ENI Foundation e Medici con l’Africa CUAMM, è giunto al suo termine, portando a realizzazione il proprio scopo: uno spettacolo teatrale itinerante, che sensibilizzasse la popolazione residente nelle zone nord del Mozambico sulle buone pratiche sanitarie e alimentari, in particolare quelle legate alla maternità e alla cura dei neonati.
Questa splendida esperienza ha rappresentato l’occasione per l’intervento di Jacopo all’Università La Sapienza di Roma. Di seguito la prima parte del suo discorso.
 
Il progetto de “Il Teatro Fa Bene” prevedeva che 7 attori mozambicani venissero in Italia per due stage durante i quali avrebbero imparato la messa in scena di uno spettacolo che doveva sensibilizzare gli abitanti del loro Paese, in particolare della zona a nord, vicino alla Tanzania, sulle problematiche materno-infantili.
Parliamo di una zona del Mozambico senza luce, senza strade, in condizioni veramente difficili, dove la mortalità infantile è molto alta.
Gli attori selezionati arrivarono in Italia a metà luglio del 2015. Erano tutti attori dilettanti e per i primi cinque giorni di stage ho chiesto loro di raccontarmi la loro vita e le loro esperienze teatrali.
Non solo, ho chiesto anche se si ricordavano di qualche spettacolo visto da bambini e uno di questi mi dice: “Sì, mi ricordo che durante una festa eravamo tutti seduti in cerchio per terra e si alza un vecchio e racconta la storia di una donna giovane che viene sposata a un vecchio che non ama. Lei ama un ragazzo e il vecchio è geloso e la controlla. Allora, per riuscire a vedere il suo amore la ragazza si finge malata e il ragazzo si finge un medico che va a curarla”.
La struttura di questa storia ricorda un racconto di Boccaccio, e la ritroviamo in Mozambico!
E non è detto che nasca dall’Italia per arrivare in Africa, potrebbe essere il contrario: la cultura medioevale attingeva a mani basse ai testi arabi e città africane come Timbuctù erano capitali della letteratura a livello mondiale. In quella città c’erano più biblioteche che in tutta un’area di centinaia di chilometri.
In tutti i casi, sia che il testo nasca in Italia o in Africa ritroviamo la figura di Arlecchino. E non solo un Arlecchino medievale ma anche uno molto moderno. Si racconta una storia in cui questo personaggio cerca di sedurre la sua Colombina chiedendo un bacio in cambio di un profilo Facebook. Ha un cellulare di legno e con questo cerca di imbrogliare la ragazza.
Se ci pensiamo è la trasposizione di un canone che troviamo in centinaia di commedie.
L’esperienza interessante nello stage è stata quella di non cercare di imporre un modo di recitare o un personaggio in particolare. Tutti gli attori hanno recitato tutti i personaggi, sia maschili che femminili. Continuando a provare cercavamo insieme di capire quale personaggio si adattasse meglio a ogni attore.
Il personaggio del falso medico era il più difficile dal punto di vista teatrale, serviva un attore con lo spirito di Arlecchino. C’era un ragazzo serissimo che a un certo punto, nel mezzo di una discussione con un altro ragazzo fa un verso che non c’entra niente ma che mi fa capire che lui è perfetto per quella parte.
Colpito da quella scena prendo da parte il ragazzo e gli dico: “Ecco, sei perfetto per il falso medico ma devi tirare fuori il bambino cattivo che hai dentro e che hai represso”.
Era la persona più seria del gruppo ed è diventato un falso medico strepitoso.
Nella regia teatrale ci sono due impostazioni: in una si hanno le idee chiare per arrivare a un certo risultato; l’altra secondo me è più divertente: non sai dove andrai a parare ma stai a vedere cosa viene fuori man mano che procedi.
Questo spettacolo è stato scritto dopo le improvvisazioni degli attori. Non avevo idea di cosa mettere in scena.
Ho scritto tutti i miei spettacoli ma lì è facile: ti racconto cosa mi è successo e lo faccio da solo in scena. In quel caso si trattava di scrivere uno spettacolo con 7 attori, scrivere i dialoghi, costruire la trama, ecc… era una cosa che non sapevo fare.
Sostanzialmente ho fatto finta di saperlo. Ho indossato la maschera del bianco, figlio d’arte, di quello che sa come si fa. In realtà non avevo la più pallida idea e al settimo giorno di stage volevo mettermi a piangere e allora ho chiesto agli attori: “Come la fareste voi questa scena?”
Vedevo come andava, sceglievo la soluzione migliore e di notte la scrivevo presentandomi il giorno dopo con lo scritto che sembrava originale, in realtà avevo biecamente copiato le loro soluzioni.
Scrivere i testi e poi recitarli è molto difficile, e di solito non funziona.
Anche mio padre, che ha ricevuto il Nobel perché era bravino, scriveva un testo poi lo leggeva ad alta voce e già lì cambiava molto. Poi lo leggeva mia madre che glielo devastava, dopo di che invitavano a casa amici, parenti, passanti, il postino, e si chiedeva loro di ascoltarli.
Non era necessario aspettare di sentire le critiche, c’erano altri modi per capire se il testo funzionava o meno.
Per esempio, se si era in un ambiente dove si poteva fumare e qualcuno si accendeva una sigaretta si tagliava il brano perché voleva dire che lo spettatore si era distratto e se il testo fosse stato avvincente non sarebbe successo, non si sarebbe acceso la sigaretta.
Dove non si poteva fumare si guardava il linguaggio corporeo, se lo spettatore restava fermo vuol dire che si era catturata la sua attenzione, se si muoveva troppo voleva dire che si stava distraendo e quindi il pezzo andava tagliato.
Altri tagli enormi venivano fatti durante le prove con gli attori, prima quelle seduti al tavolo, poi in movimento e con i costumi.
Quando si arrivava al debutto, del testo originale era rimasto ben poco. Dopo sei mesi di rappresentazioni non era rimasto praticamente nulla.
Potete verificare quanto dico andando a consultare l’archivio curato da mia madre al sito e troverete le varie correzioni seguite alla prima stesura dello spettacolo. Vi accorgerete che tra la prima stesura e quella dopo sei mesi di rappresentazioni non c’è quasi più alcun rapporto!
Lo spettacolo in un certo senso si scrive da sé. Se una sera un attore casca e la gente ride, la sera dopo si fa la finta caduta. Se una sera uno spettatore interviene e tutti ridono, il giorno dopo si mette in platea un attore che fa finta di intervenire. Lo spettacolo è un patchwork di tutto quello che succede mentre fai lo spettacolo.
Ci sono degli rappresentazioni dei miei genitori che nella versione finale sono piene di incidenti. In alcuni la struttura iniziale era distrutta, perché era uno spettacolo in cui continuavano a farsi male e tutti ridevano. Quindi hanno cambiato l’attore perché era in ospedale…
Accade che mi vengano a trovare e mi dicano: “Ho scritto un testo teatrale e vorrei trovare una compagnia che me lo rappresenti”. Di norma a meno che tu non sia Dio, quel testo lì fa cagare.
Inoltre se l’attore non ha il potere di improvvisare e di cambiare qualche battuta, il testo non va avanti. Si gioca sugli inciampi, sui cambi… Il testo teatrale a differenza del romanzo non esiste. La scrittura teatrale è un appunto che serve per sviluppare uno spettacolo.
Poi vi diranno che non è così, che ci sono dei canoni ben precisi, ecc. Ma chi usa quegli strumenti così rigidi di solito fa spettacoli che secondo me non sono un granchè perché è roba morta, preconfezionata.
La cosa divertente del recitare a teatro è che ogni sera è un’esperienza nuova. Si cambia, se non funziona si distrugge e si rifà.

Fine prima parte
Storie di ladri
Un ragazzo di Shenzen, in Cina, dopo aver scippato il telefono a una ragazza, è scappato rifugiandosi dentro un portone.
Non lo avrebbero mai preso se il portone non fosse stato l’ingresso della locale stazione di polizia.
(Fonte: Ansa.it)
E’ illegale mangiare cani e gatti
E’ Taiwan il primo Paese asiatico a proibire il consumo di carne di cani e gatti. Il divieto entrerà in vigore da maggio.
Fino ad allora se andate da quelle parte tenete a casa Pluto e Fuffi.
(Fonte: Repubblica)
Il gambero Pink Floyd
Una nuova specie di gambero dotato di una chela rosa, recentemente scoperto a Panama, è stato ufficialmente battezzato “synalpheus pinkfloydi” in onore della band musicale dei Pink Floyd.
Secondo quanto riportato dalla rivista scientifica Zootaxa, il gambero synalpheus pinkfloydi sarebbe in grado di emettere suoni fino a 210 decibel, tanto da uccidere eventuali pesci predatori. Facendo scattare la sua grande chela, il gambero Pink Floyd altera la pressione idraulica intorno a sé, creando delle bolle che implodono producendo il suono.
La chela è una Black Fender Stratocaster.
(Fonte: IlPost)
I robot che giocano a pallavolo
Le ragazze della nazionale giapponese di pallavolo stanno sperimentando un robot per allenare le fasi di attacco. Il robot, dotato di tre coppie di mani, si muove a destra e a sinistra simulando il cosiddetto “muro difensivo”.
I risultati sono positivi. Cioè di solito vincono i robot?
VIDEO
La Lavanderia di Papa Francesco
Lo scorso 10 aprile a Roma è stata inaugurata la Lavanderia di Papa Francesco, realizzata in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, Whirlpool Corporation e P&G.
Situata all’interno del centro “Genti di Pace” della Comunità di Sant’Egidio permetterà ai senza fissa dimora di lavare, asciugare e stirare i propri vestiti.
Arriva Monica! (MONItoraggio Cooperativo della qualità dell’Aria)
Messa a punto dal Centro Ricerche Enea, Monica è uno Smog Tracker, dispositivo multisensore per monitorare il tasso di inquinamento dell’aria.
L’apparecchio si collega alla bici, allo scooter, o al passeggino, e indica il tasso di smog nella zona dove ci si trova. Se troppo alto, è meglio andarsene!
Grazie un’app per smartphone, Monica comunica con l’utente tracciando una mappa della qualità dell’aria della città, condivisa con gli altri utenti.
citizenscience.enea.it/progetto-monica
Storielle di ladri
Torino: tenta furto in un appartamento, fa rumore, i vicini chiamano la Polizia, arrivano gli agenti e lui spiega: “Non sono un ladro, è casa mia, sono rimasto chiuso fuori”.
Non lo avrebbero mai arrestato se non avesse avuto con sé gli arnesi da scasso.

(Fonte: Cronacaqui.it)
Il Mali di Aboudala Dembele
Arrivato in Italia nel 2011 e stabilitosi in un centro di accoglienza di Torino, ha fondato una squadra di calcio, il Mali, nata in collaborazione con la a.s.d. Balon Mundial Onlus, per dare la possibilità ad altri immigrati appena arrivati di ritrovare il benessere psicofisico praticando sport e integrarsi più facilmente.
Il servizio video su Internazionale.it
Uno sporco lavoro: il database delle escrezioni dei pesci
Due scienziati della Miami University in Ohio e dell'Università del Wisconsin (USA) hanno creato il più grande database con i dati sulle deiezioni liquide di pesci, molluschi, vermi e crostacei.
Uno sporco lavoro necessario per stabilire lo stato di salute di questi animali e degli ecosistemi in cui vivono.
I dati sono consultabili online. (lo sappiamo che non vedevate l’ora!)
(Fonte: Focus)
Energy Observer, la prima barca a idrogeno
Energy Observer è la prima imbarcazione al mondo alimentata a idrogeno ed è stata da poco varata nelle acque di Saint-Malo, in Francia, da cui è partita per un giro del mondo dimostrativo che in 6 anni toccherà 101 porti in 50 paesi.
Il catamarano è coperto da 130 mq di pannelli solari, ha due turbine eoliche, una vela “smart kite” di 50 mq e un sistema di dissalazione dell’acqua che produce idrogeno tramite elettrolisi. E’ completamente autosufficiente dal punto di vista energetico e non produce emissioni inquinanti.
VIDEO
Premio Natura 2017: i vincitori
Una piccola grande casa editrice di Scampia (Marotta&Cafiero), una linea ecologica di detergenti per la casa (Flora srl), un telefono etico (Fairphone 2), un fornitore di energia elettrica da fonti rinnovabili (ènostra), una casa ecologica prefabbricata (Aktivhaus Serie 700), un microgeneratore in grado di produrre calore ed energia elettrica (Totem Energy), una nuova oleomalta per l’edilizia (OleoMalta Ecomat) e il dragaggio sostenibile dei fondali marini di Decomar sono i vincitori di Premio Natura, edizione 2017.
Per le amministrazioni comunali, premiate Napoli per il progetto di acqua pubblica, Rivalta di Torino per la variante urbanistica che restituisce terreni all’agricoltura e il Comune di Malles per il divieto totale dell’uso di pesticidi chimici, deciso con un referendum.
Video premiazione con Jacopo Fo
Per maggiori informazioni sui prodotti vincitori clicca qui
Scuse e risarcimenti
Lo scorso 4 aprile il primo Ministro della Giamaica Andrew Holness ha ufficialmente chiesto scusa alla comunità Rastafari per le persecuzioni avvenute in passato, soprattutto durante il Governo di Bustamante, e per il massacro di Coral Garden. Il Governo ha stanziato un fondo da 10 milioni di dollari per risarcire le vittime e per progetti collaborativi e di sviluppo.
(Fonte: Nationwideradiojm.com, segnalata da Davide Calabria, grazie!)
I selfie sono superati, ora va il clone 3D!
Foto-ritratti con il cellulare? Roba vecchia! Ora a Bari, nello store di Eumakers, quartiere Murattiano, è possibile farsi stampare in 3D un proprio miniclone in plastica monocolore o in gesso multicolore. Si entra nel negozio, ci si sottopone alla scansione 3d e la stampante inizia a lavorare…
Costi: dai 75 ai 290 euro a seconda della dimensione del clone e dei materiali scelti.
Se non siete soddisfatti del risultato finale potete ricorrere alla chirurgia estetica.
Sesso e tennis (mettete a letto i bambini!)
Al torneo di tennis Challenger di Sarasota, in Florida, durante l'incontro tra Frances Tiafoe e il connazionale Mitchell Krueger le grida di piacere di una donna provenienti da un appartamento nelle vicinanze sono state talmente forti e lunghe da far interrompere la partita.
Decisamente colpito da tanto entusiasmo Tiafoe ha urlato: "He can't be that good!" (Non può essere così bravo).
E invece pare proprio di sì.
Vacanze estive per bambini e genitori
Trascorrere una vacanza con i vostri figli per una settimana nel verde della Libera Università di Alcatraz, esplorare insieme la natura dell’Umbria passeggiando nel bosco e lungo il fiume, condividere le giornate  partecipando ai laboratori creativi e andando in piscina.
Per i bambini e per i ragazzi, insieme alla mamma o al papà, una settimana vacanza unica e indimenticabile, accompagnati da animatori,  guide ambientali,  cuoche dolcissime e artisti clown. Un’esperienza rilassante ed istruttiva sia per i genitori che per i figli. Trascorrere una settimana in campagna, insieme ad altri bambini e ad altri genitori, con attività organizzate per soddisfare necessità e desideri di tutti.
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